iF – iFumetti digitali

Freschi di pubblicazione sull’iTunes Store di Apple sono arrivati i primi due fumetti digitali della nuova collana iF – iFumetti. Dopo il buon successo della collana iFumetti Imperdibili, dedicata alle ristampe di grandi e piccoli successi del passato, abbiamo pensato di dedicare una serie apposita a fumetti inediti di autori emergenti o a fumetti che pur essendo già stati pubblicati in passato hanno avuto una distribuzione e una circolazione di nicchia, che ha tagliato fuori il grande pubblico. Un nuovo palco, dunque, per chi ha qualcosa da dire e da far vedere e per rendere disponibile “una volta per sempre” opere particolari che nel tempo possono acquisire una loro audience al di là del vincolo delle tirature che il prodotto cartaceo impone.
I primi due titoli della collana iF – iFumetti sono Il Bambino Lunare di Cabalef e il ritorno della miniserie No Name, firmata da Davide Barzi e Oskar, che uscirà in due parti.

Sentite cosa hanno da dire gli autori a loro discolpa.

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Ciao Cabalef, siamo qui per presentare il tuo Il Bambino Lunare, recentemente pubblicato in digitale sull’iTunes Store di Apple. La vicenda ci sembra una via di mezzo tra un’indagine poliziesca e un racconto fantastico a sfondo paranormale. Di cosa parla veramente la storia?
Il racconto parte da premesse tipiche di un “noir”: sette oscure, un morto senza nome, indagini, ecc. In realtà quello che volevo disegnare era una tipica storia italiana, con tutti gli ingredienti del caso, dai carabinieri (in concorrenza con la polizia), ai preti, dalle portinaie alle suore, dai nobili blasé ai baroni accademici. Alla fine i misteri si svelano per quello che sono: imbrogli di piccolo cabotaggio, ipocrisie borghesi, rispettabilità di facciata. Ma forse un briciolo di mistero alla fine rimane: il Bambino Lunare è un povero fanciullo malato o qualcosa d’altro?

In ogni caso è un bel tuffo nell’Italia del 1940, prossima all’entrata nella Seconda Guerra Mondiale. Passione per la Storia o coincidenza narrativa?
Amo molto le storie “in costume”, perché ti obbligano a una accurata ricerca storica e iconografica. Se disegni un’automobile o un telefono, devi accertarti che quel modello fosse effettivamente esistente all’epoca. E poi l’ambientazione storica, unitamente all’uso dei grigi che imitano lo stile dei film in bianco e nero, dà al racconto una patina vintage che trovo affascinante. Ma il motivo principale che mi ha spinto ad ambientare la vicenda nei giorni che precedono l’entrata in guerra dell’Italia fascista era la possibilità di far procedere parallelamente la vicenda dei protagonisti con la catastrofe in cui il paese stava precipitando. Così l’evoluzione drammatica della storia narrata dal fumetto precipita contemporaneamente al dispiegarsi tragico della Storia (questa volta con la esse maiuscola), proprio mentre viene annunciata l’entrata in guerra.

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Dove si può trovare Il Bambino Lunare?
Per ora è disponibile come e-book sull’ Itunes Store di Apple (scorciatoia per trovarlo: https://itunes.apple.com/it/book/il-bambino-lunare-if-ifumetti/id673953323?mt=11 ). Spero che a breve sia disponibile anche su Amazon e Play Store di Google. E anche, speriamo, come volume nelle librerie.

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Un’altra osservazione. Il “cast” dei personaggi è davvero ampio in relazione alla struttura del graphic novel che hai adottato, tanto che “potrebbe starci” una serializzazione. Lo vedi come un progetto concluso o potrebbero esserci sviluppi?

Ho optato per un finale “aperto” per poter riutilizzare alcuni dei personaggi ai quali, devo proprio ammetterlo, mi sono affezionato e che mi dispiacerebbe perdere completamente di vista. Ma potrei anche tentare un “prequel” della storia del Bambino Lunare, come oggi si usa fare nel cinema. Al momento però ho solo vaghe idee e nulla di concreto, anche perché sto lavorando a un graphic novel lungo che parla di un aviatore (siamo negli anni Trenta) che parte in volo con uno strano e favoloso aereo e che decide di non ritornare mai più a terra. Ma non escludo un Bambino Lunare 2 (La vendetta)!

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Il Bambino Lunare ha uno stile grafico molto originale, fondali accuratissimi e personaggi realizzati con segno quasi naive. Come sei arrivato a questa combinata e cosa significa per te?

Un fumetto è un’immagine stilizzata della realtà. Chi disegna è sempre in bilico tra lo schizzo e la precisione fotografica e deve fare una scelta. Per questo lo stile che ho scelto (ma sarebbe meglio dire che lo stile ha scelto me) permette ai personaggi di risaltare sullo sfondo. Ma la cosa non è poi così studiata: alla fine segui la mano…

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Nella storia ti sei rifatto a qualche genere letterario o a qualche racconto per sviluppare la vicenda del Bambino Lunare?

La storia del Bambino Lunare è originale. Sono partito da un’idea molto semplice: diverse persone seguono una traccia vaga, senza sapere bene di cosa si tratta. A un certo punto ho pensato che la storia doveva avere un risvolto più “noir”, e così ho complicato la vicenda inserendo un morto. Se invece ci si riferisce all’atmosfera, al paesaggio urbano e umano, allora devo ammettere di essere debitore a molti autori, come Gadda, Flaiano o Pasolini, anche se la mia narrazione non è paragonabile alla loro abilità nel creare mondi straordinariamente vivi e complessi. Sono anche riconoscente a molti film d’epoca, da Camerini ai neorealisti, per far percepire l'”odore” di un’epoca oramai lontana.

Passiamo a Davide e Oskar: a volte ritornano… Quel panzone di Masakatsu No Name che avete creato nel lontano 1998 è approdato sull’iTtunes Store di Apple in una smagliante versione digitale. Vi sembrava proprio il caso?

Davide: No Name è goloso, da una storiellina di otto pagine, non sazio, ha voluto assaggiare anche un suo intero albo, ma ancora con l’acquolina ha preteso un’intera miniserie. Era inevitabile che come dolce chiedesse una versione digitale.

Quanto al sembrarCi il caso, come succede di sovente tra genitori, coinvolgo anche Oskar: quando c’è da prendersi i meriti per la propria creatura, si usa sempre la prima persona singolare, quando arrivano domande insinuanti come la tua si passa in automatico alla prima plurale o direttamente alla seconda o alla terza singolare, che sono meno impegnative. Comunque, riguardando questo lavoro di qualche anno fa, ci trovo ancora situazioni divertenti, e poi parlava della crisi del mondo del lavoro, di immigrazione, di integrazione, di flessibilità, non sono certo temi passati di moda, anzi… (sia chiaro, il tutto senza mai prendersi minimamente sul serio, eh!)

Oskar: No.

Non solo No Name è obesamente tanto di suo, ma nelle sue pagine c’è davvero “tanta roba”. A parte che ci piacerebbe sapere chi era il vostro pusher dell’epoca, vediamo se riuscite a dare un’idea di cosa c’è nelle prime due avventure della miniserie (insieme al n. 0 contenute del primo ebook) senza mettervi a ridere…

Davide: Partiamo da una parodia dei fumetti supereroistici in voga negli anni Novanta, per passare a una presa in giro del filone “morte e resurrezione, una tavola in stile Sin City dove bevo e fumo sulla tazza del cesso (che è un po’ il motivo per cui tutti dovrebbero fare il download dell’albo), una parodia gerontocomica dei Fantastici Quattro, una spruzzata di Frankenstein, Sailor Moon sodomizzata, i fratelli Grimm tra i protagonisti (sette anni prima del film “The Brothers Grimm” di Terry Gilliam), una vignetta in cui si intuisce il vigore sessuale di Superman per il quale ci beccammo il primo cazziatone della nostra vita da un lettore scandalizzato (ma finché non ti attacca il MOIGE rimani comunque tra le giovani promesse). Poi abbiamo una parodia del west, John Ford in carne e benda sull’occhio, con una trovata buffa come un attore cinematografico che diventa presidente (ah! Ah! Ah! Fa ridere, no?), Miranda De Pedra, che tra i lettori maschi rimane a tutt’oggi il personaggio più apprezzato (amici, c’è anche una gallery finale con alcune pin-up mozzafiato), e ancora non riusciamo a capire il perché, so solo che questo ci permise per anni di lavorare su tavole eroticomiche per il mercato belga.

Oskar: A causa del pusher di cui sopra non ricordo nemmeno cosa ho fatto ieri, figurati 100 anni fa… ma mi sembra che questo signore calvo che risponde prima di me ha già detto tutto quello che c’era da dire (del resto fa sempre così…).

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Vabbè, che dire… il disegno è pregevole e i testi, mi spiace ammetterlo, reggono abbastanza bene alla distanza… Com’è, allora, che No Name non ha mai raggiunto la popolarità di un Tex o di un Diabolik?

Davide: Perché il lettore medio ama i corpi scolpiti, il vigore del ranger sempre abbronzato o i muscoletti guizzanti da sotto la tutina aderente nera.

Masakatsu è bello dentro, ma evidentemente in questo mondo di apparenza non basta.

Oskar: Beh la tutina è aderente, il colorito “marroncino” c’è (anche se dovuto alla putrefazione e non all’abbronzatura), il fisico è scolpito… nel fango, ma scolpito… forse è una forma di razzismo perché è orientale, chi può dirlo?

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No Name uscirà anche in inglese, sempre in formato digitale. Cosa pensate a riguardo?

Davide: I think it’s a beautiful thing! Non posso che chiedere scusa ad Alberto Cassani, il traduttore, che ha dovuto reinventarsi i giochi di parole contenuti nell’albo. Però finché non c’è un’edizione giapponese non potrò dirmi veramente soddisfatto. Perché non lo proponiamo ad Alberto?

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Oskar: Il mio Inglese si ferma a: “De pen is on de teibol”. Non ho altro da dire. Anzi no, voglio un’altra domanda:

Cosa si prova a essere, oltre a degli autori di fama internazionale, dei sex simbol per le adolescenti di tutto il mondo?

Oskar: Guarda, quando ci troviamo con gli One Direction ci scherziamo su… la vita da star è proprio faticosa.

Davide: Mi piacerebbe che qualcuno si accorgesse che ci sono anche delle persone sensibili e curiose, dentro questi corpi. L’avvenenza è un freno per questo mestiere, mica un vantaggio, che vi credete?

8 Commenti a “iF – iFumetti digitali”

  • Luca:

    Ciao Gianni, scusa se colgo qui l’occasione per lamentarmi un pochino
    (sono stato e sempre sarò un tuo grande sostenitore, quindi perdonerai sicuramente questa piccola critica).
    Non so se è una decisione vostra o del Sole 24 Ore ma… non si poteva aspettare l’oramai imminente fine della Storia Del West per portare in edicola l’edizione da collezione di Miki?????
    Cavoli, TRE uscite settimanali a 5,90 è effettivamente tanto…

    Riportatemi in edicola il Piccolo Sceriffo!!!!!!!

  • Fabrizio:

    Buonasera Gianni,
    volevo farti i complimenti per il lavoro che stai facendo (grazie a te sto leggendo le storie del Piccolo Ranger e rileggendo Cico), ti volevo chiedere:
    1) a quando gli imperdibili per android?
    2) ma la ristampa di tex prima serie (i famosi 29 numeri) e di tex albo d’oro è utopia?

    Grazie

  • MASSIMO IERACITANO:

    Una ristampa, SE fosse possibile, di TEX prima serie ( i celebri 29 numeri) e di TEX albo d’Oro riscuoterebbe, secondo me, ampi consensi di vendita. MAGARI…..

  • Stefano V.:

    Sostengo la proposta di Fabrizio riguardo al Tex. In un altro thread di questo sito avevo fatto una simile proposta riguardo all’opportunità di una ristampa del primo Tex originale, anastatica e non censurata e in bianco e nero, ottenendo vasti consensi (zero!). Però ne parlavo anche la settimana scorsa alla Fiera del Fumetto di Bologna e c’è in giro gente che come me ha comprato i primi numeri dei vari TuttoTex, Nuova Ristampa, Repubblica, sempre sperando che fosse venuta l’ora di eliminare i vari rimaneggiamenti censori, e restando puntualmente deluso. Per cui continuo a restare della mia idea (che però vedo è anche di altri) che una ristampa in tal senso riuscirebbe a raggiungere ma per me anche a superare tranquillamente le tirature medie delle Edizioni IF.

  • Luca:

    Caro Gianni, l’edizione Deluxe di Magico Vento edita dalla Panini sta ritardando sempre più le uscite, da mensile sta diventando bimestrale e se vanno avanti così diventerà semestrale.
    In giro c’è gente preoccupata che possano interromperla.
    In effetti non è stata proprio una scelta azzeccata (a parer mio) far uscire un numero solo al mese.
    Mi domandavo, nel caso in cui dovessero chiudere la collana, perchè non prendi tu le redini e pubblichi una bella ristampa con due numeri al mese (come Mister No e Il Piccolo Ranger)??
    Ti prego, non lasciarci orfani di Magico Vento.

    Un caro saluto.

  • MASSIMO IERACITANO:

    Possibile che non siano ancora disponibili i dati di vendita dei primi 2 numeri della riedizione a colori di CICO?

  • andreadel:

    magari ci fosse u editore,che riproponga un tex in ristampa anastatica,sia degli albi a striscia sia che dell primissima serie gigante,sarebe un modo per fre abbassare le creste achi possiede i primissimi tex valutandolo migliaia di euro,ma come si può?e poi la mercury ha ristampato la seconda serie gigante,ripulendo i disegni.se io compero la anastatica,vogli vederne anche i difetti dell’originale,compres quellli di lettering

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