PERCHÉ CAPITAN MIKI CHIUDE? UN TOT DI (BUONI) MOTIVI

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PERCHÉ il ritorno economico derivante dalla vendita delle copie di Capitan Miki non è sufficiente a coprire neppure i costi industriali: cioè il puro costo di carta, stampa e confezione. Il che vuol dire che i costi redazionali (recupero e scansione originali e stampati, impaginazione, colorazione, personale di redazione e costi di gestione) e il pagamento delle royalties sono una perdita secca per la nostra casa editrice.

PERCHÉ Edizioni If è un’azienda seria che paga i propri dipendenti, i fornitori, le imposte e le tasse. E quindi non si può permettere di accumulare debiti.

PERCHÉ non è nostra abitudine portare i libri in Tribunale ogni volta che non quadrano i conti, e col sorriso sulle labbra dire ai nostri collaboratori: “Mi spiace, non abbiamo più soldi e quindi tutto il lavoro che avete fatto negli ultimi sei mesi non ve lo paghiamo più”.

PERCHÉ non è nostra prassi mandare una lettera ai fornitori, dicendo che per la legge tal dei tali, non possono adire ad azioni legali nei nostri confronti per recuperare il loro credito. Almeno per un anno. E neppure in seguito.

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PERCHÉ ogni giorno che giro per le strade di Milano, oltre a deprimermi perché ci hanno rubato anche la primavera, vedo sempre più edicole chiuse. E non per turno, per intervallo, per malattia. Per sempre. E quindi, noi dove vendiamo i nostri fumetti?

PERCHÉ una volta quando andavo in metropolitana vedevo sì tanti che leggevano la free press, ma anche altrettanti che si gustavano un bel fumetto. Ora sono una razza rara.

PERCHÉ oggi sui mezzi pubblici, vedo solo tanti invasati che perdono la vista sul telefonino. Che parlano, che chattano, che giocano o che si fumano il cervello con i giochi di tendenza.

PERCHÉ quando vado per strada, non vedo gente che legge, ma tanta gente che scrive. Sui muri. Incivili! E Milano da questo punto di vista è un… libro stampato. Brutto, bruttissimo.

PERCHÉ non c’è una legge che imponga la lettura, e ci mancherebbe altro. Siamo in democrazia. Ma almeno un qualche aiuto agli editori non sarebbe male.

PERCHÉ, tornando a Capitan Miki, le 3.300 copie vendute – e confermate – del primo numero dovevano rappresentare un punto di partenza, e non un punto di non ritorno. Speravamo che i lettori sarebbero aumentati con il passa-parola che avrebbe diffuso il nostro attento lavoro di ricostruzione anastatica delle strisce e l’arricchimento del colore. E invece quasi mille lettori ci hanno abbandonato.

PERCHÉ siamo convinti di aver fatto un buon prodotto e che il calo di vendite non sia avvenuto perché la nuova riedizione non è piaciuta. Anzi.

PERCHÉ siamo certi che la mancanza di soldi è la vera causa di tutto. Della crisi in cui siamo sommersi ormai da mesi, da anni. E la mancanza di soldi fa fare delle scelte. Anche dolorose.  I primi che saltano sono i beni voluttuari e, tra un Capitan Miki pur a colori, ma che ho già in ventisette edizioni, preferisco – finché posso – un Blek. Pazienza se non è della EsseGesse. Pazienza se è in coabitazione con Kinowa. Almeno è inedito! E poi sarò costretto a rinunciare anche a quello, se mi tartassano con la pensione (non dimentichiamoci che molti dei nostri lettori hanno una certa età).

PERCHÉ i nostri lettori fanno parte del ceto medio. E il ceto medio sta sparendo. Sta sparendo perché non ci sono più soldi per investire e quindi per lavorare e per muovere il sistema. L’immobilismo non serve a nessuno. Se non a creare pochi, nuovi ricchi. Sempre più ricchi. Ma che non comprano certo Capitan Miki. Piuttosto, per essere di tendenza, spendono soldi per costosissime bottiglie di champagne con dentro un diamante con più carati che si può.

PERCHÉ Capitan Miki forse non è più in grado di difendere i deboli. E Salasso e Doppio Rhum non fanno più ridere come un tempo.

PERCHÉ se va avanti così, “tutti a casa” ci andiamo davvero tutti e non solo i politici. E in questo ambito i perché sarebbero davvero tanti, ma meglio limitarsi al nostro ruolo di editori.

PERCHÉ anziché buttar via soldi per una testata che non vende, preferiamo tenerli e investirli in un’altra che, almeno sulla carta, dovrebbe avere più possibilità.

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E, sperando di non essere smentiti dai fatti, vi diamo questa che è la vera buona notizia di tutto il post: Capitan Miki si fa da parte per far spazio a un collega più “giovane”, Cico.

Dal 16 giugno sarà in edicola il primo numero della saga Zagor presenta Cico, creata da Guido Nolitta per le matite di Gallieno Ferri.
E sarà TUTTO A COLORI! Come recita lo strillo in copertina che vi mostriamo in anteprima.

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Per favore, non chiedetemi perché facciamo questo e non l’altro. Perché la risposta è: intanto cominciamo con Cico e poi vediamo come vanno le cose. Noi per lo Spirito con la Scure come per il Fumetto Italiano siamo sempre in prima linea sulla carta e sul digitale. A lavorare e combattere tante ore al giorno, festivi compresi.

Ma con l’occhio attento alla saggia gestione finanziaria. Perché se la gestione è sana, saremo ancora qui a parlare con voi, ben saldi sulla nostra sedia e sicuri che nessun creditore ce la potrà portar via.

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55 Commenti a “PERCHÉ CAPITAN MIKI CHIUDE? UN TOT DI (BUONI) MOTIVI”

  • Alessandro G.:

    Gianni,
    da un lato sono dispiaciuto (purtroppo già si era capito) e dall’altro sono contento.
    Pieno appoggio al tuo sfogo.
    Io ci sarò anche per Zagor presenta Cico.

  • Grande tristezza, caro Gianni, a leggere questo post, anche perché le cose che scrivi non si possono non condividere. Tiriamo la cinghia e andiamo avanti, dobbiamo darti atto che sei un editore coraggioso e che ami il fumetto, credo che da questo punto di vista nessuno possa affermare il contrario. Tanti carissimi auguri alla nuova testata e.. chissà che le cose non miglioreranno! Io cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno.. In bocca al lupo

  • Gennaro:

    Dovrebbero farti Presidente della Repubblica…altro che tirare la cinghia!
    Che te lo dico a fare che io sarò sempre un tuo fedelissimo lettore.
    Speriamo in tempi migliori per tutti!

  • Questo è uno degli articoli che un appassionato di fumetti non vorrebbe mai leggere. Quando una testata chiude è sempre una cosa negativa: per il lettore, che perde la lettura che tanto amava; per il movimento in generale che si impoverisce; per la casa editrice, che perde una fonte di possibili utili.
    Un esito che, per quanto triste, non arriva all’improvviso. In altri commenti all’articolo “Diamo i numeri” su questo sito, avevo espresso la mia posizione. La cosa dispiace. Avevamo augurato alla If di riuscire a superare il momento difficile. Avevamo anche precisato che in momenti di crisi, dovendo i lettori tagliare i rami secchi, i primi a cadere sono le ristampe. E così è stato. Servivano lettori disposti a comprare la testata. Già! Che fine hanno fatto? Infine, la domanda più difficile di tutte: di chi è la colpa? Siccome il giudizio dei lettori è insindacabile, forse anche alla If hanno commesso errori. Quali siano questi errori, poco importa adesso. Speriamo che Capitan Miki torni presto.

  • Paolo:

    Ci vorrebbe di nuovo la Milano di Jannacci caro Gianni. Prenderò oltre a Mister No, al Piccolo Ranger e alla Storia del West, anche la collana di Cico. Per il futuro se Repubblica dovesse fermarsi con Zagor, mi aspetto e auspico novità in merito a una bella sua ristampa. Saluti

  • Alessandro:

    Confermo il pieno supporto per la nuova iniziativa. Teni duro!

  • Non credo che la ristampa a colori di Cico sia una buona idea (mia opinione personale). La Panini è uscita con la ristampa a colori di Magico Vento a 3,50 euro. E con tutto il rispetto, ma penso che Magico Vento abbia più chance di Cico. Se poi mettiamo in conto che anche una ristampa a colori di Magico Vento sarà un miracolo (di questi tempi!) se venderà almeno 4.500 copie, allora forse è meglio ritirare Cico prima di cadere in un altro errore (sempre mia opinione personale).
    Ormai tutti vogliono ristampare a colori serie Bonelli! Ma se fosse un buon affare, non ci penserebbe la Bonelli a farlo? Si, se si trattasse di un buon affare secondo gli standard di venduto Bonelli (vendite superiore alle 25.000 copie). E qui, a mio giudizio, sta l’errore: una ristampa a colori di una serie Bonelli che vendesse 10-15.000 copie alla casa editrice di Tex non interesserebbe, ma farebbe la felicità di chi vendite di quel livello se le sogna la notte. Io, però, non credo che, in questo momento, una ristampa a colori di un personaggio Bonelli venda più di 3.500-4.000 copie.

  • Alex:

    A mio parere una ristampa dei Cico a colori venderebbe più che bene. Avrei preferito però le copertine con colori migliorati (dove possibile).
    C’é anche un forum dedicato a Cico: http://www.cicoforum.mastertopforum.net/

  • Più che bene significa più delle 3.300 copie che non sono bastate a salvare Miki? Se questo punto di vista fosse reale, il mondo sarebbe un posto più giusto. Ma siccome la realtà che viviamo è molto diversa dal mondo dei sogni, non credo proprio che sarà così (almeno la vedo così, poi lietissimo di sbagliarmi).

  • marco:

    Credo proprio che la ristampa a colori di Cico venderà bene perchè gli appassionati zagoriani (con uno zoccolo duro di ultra trentenni e ultra quarantenni che Magico Vento non può vantare) sono davvero tanti e penso che molti non si faranno sfuggire l’occasione di arricchire la propria collezione.

  • Io non credo in questa equazione. Inoltre, parliamo di uno zoccolo falcidiato dalla crisi economica.
    Piuttosto, mi chiedo: quante copie dovrebbe vendere questa ristampa di Cico per andare avanti? Se parliamo di almeno 5.000 copie, allora è meglio non farsi troppe illusioni.
    La verità è che oggi i fumetti costano troppo, troppo, troppo. O si inverte questa tendenza, o il 2013 sarà conosciuto come l’anno in cui molti editori cesseranno l’attività. Anche per l’Aurea le cose non vanno bene (secondo quanto scrivono sui loro settimanali). E quando sono gli editori a dire che la situazione è difficile, allora la catastrofe è imminente.

  • GIANCARLO:

    Sono oltremodo dispiaciuto per la sospensione del MIKI a colori si vede che non e’ proprio destino averlo a colori completo.. cosi’ come le prec. edizioni de il MITICO RANGER e MITICO TRAPPER . Io continuo a dire che si poteva attingere proprio da quelle passate edizioni x proseguirlo ..ma io sono solo un Assistente Edile Laureato ex” Figlio dei Fiori” e certe cose continuano a sfuggirmi..caro amico Gianni Bono.. prova almeno a sondare quanti sono quelli che vorrebbero continuarlo sotto forma di abbonamento abbinandolo a BLEK …altrimenti non mi restera’ che farli pubblicare a mie spese.. e questa potrebbe essere veramente l’ultima mia riconoscenza verso i “2 eroi di carta ” che mi hanno fatto trascorrere tanti momenti spensierati dellla mia gioventu’–Fammi sapere il tuo pensiero.!! sarai presente a Tino Comics..ciao a presto ..Giancarlo

  • GIANCARLO:

    Scusa Gianni… volevo scrivere Torino Comics

  • Annunziato:

    Caro Gianni,

    questo è un articolo scritto col cuore in mano: da appassionato, non da gretto aziendalista. Un sincero “In bocca al lupo” per la nuova collana che t’appresti a varare.

  • Tiziano:

    Dispiace veramente tanto quando un fumetto tra l’altro bellissimo e ben curato come lo avevate proposto voi,deve chiudere…mi rattrista molto e avete tutta la mia solidarietà…però gioisco in maniera enorme alla notizia della ristampa di Cico,la trovo un’ottima idea che sono sicuro avrà ottimi riscontri e un successo garantito,una collana che è pressochè introvabile e a colori la cosa mi attira tantissimo,trovo molto saggia l’idea di provare con Cico per verificare l’esperimento,se andrà come speriamo sarà il trampolino di lancio(almeno spero)per una ristampa di Zagor e perchè no anche di tutti gli speciali che sono esauriti e introvabili da molto tempo…per quanto mi riguarda,io gli acquisterò tutti e addirittura anche doppi,voglio dare il massimo del contributo,grande Gianni!

  • Non nascondo che “ho tradito la causa” e non ho sostenuto Miki: Le ragioni? Il prezzo forse un po’ troppo elevato (seppur in linea con le altre pubblicazioni edite da IF), ma soprattutto per il fatto di aver letto, riletto (per non dire straletto) le sue avventure.
    Una cosa è certa però: Cico non me lo perdo!

  • io ci metterei anche un altro perchè.

    Perchè c’è un editore che sta rompendo il mercato, con una situazione distributiva “pseudomonopolistica” che gli permette di sfruttare alcuni canali di vendita, sta sfornando centinai di volumi a fumetti con l’intento di annientare i piccoli editori, anche a costo di non venderli. Non aggiungo altro… chi vuole e può capire lo ha già fatto.

  • p@olo:

    Gianni, applausi a te per averci comunque provato.
    Ad ogni modo saluto con entusiasmo l’uscita dei Cico a colori: la collana del pancione è l’unica che mancava alla mia raccolta zagoriana!

    In attesa di vedere, magari, riproposizioni di cosette chi dicemmo tempo fa (tipo Gordon, Sadik… o, chissà, un Mark a colori!)

  • GIANCARLO:

    Tornando al MIKI COLORE ..proprio in questi giorni ho visto pubblicata nella ex Jugoslavia e precisamente in Croazia..una ennesima ristampa di MIKI questa volta interamente a colori denominata ” KAPETAN MIKI U BOJI ” giunta da come mi hanno risposto loro oltre il numero 35..E’ una bella collezione con grafica editoriale molto curata e copertine riprese un po’ da tutti gli autori di Miki..EsseGesse —Bignotti—Canale ed altre con ricostruzioni editoriali !!..oltre a tutte le centinaia di copertine ..tante anche inedite e dedicate a Capitan Miki… allora mi viene pensare che da loro ‘L’editore propone e rischia magari con risultati ‘ piu’ sicuri che nella tanto decantata Italia dai mille volti !!!

  • In momenti di crisi, è sintomatico che gli editori più grandi (incapaci come sono di allargare la propria fetta di mercato con strategie innovative), cerchino di cannibalizzare i più piccoli, creando le condizioni per la loro uscita dal settore di mercato. Lo sta facendo la Panini, che con la ristampa a colori di Magico Vento in volumi di 3,50 euro, sta cercando di attirare a sé l’interesse di quanti sarebbero disposti a leggere-rileggere avventure Bonelli in una nuova veste. Se l’esperimento funziona, la cosa potrebbe danneggiare la stessa Bonelli (visto che nuovi potenziali lettori eviterebbero le nuove proposte per leggersi-rileggersi assoluti capolavori).
    Cosa può fare la If in questa situazione? Dal mio modesto punto di vista, si dovrebbe puntare su personaggi più forti. Con tutto il rispetto, ma se Cico venderà più di 2.000 copie, sarà un miracolo. E allora perché non rivolgersi alla Astorina per una ristampa a colori in formato pocket di Diabolik? Sarei il primo a comprarla!
    Inoltre, perché non guardare anche oltreoceano? Ci sono montagne di materiale di fumetti americani degli anni 40-50 per i quali sono cadute le esclusive (ergo, per pubblicarle non sarebbe necessario chiedere autorizzazione a nessuno né tanto meno pagare qualcosa a qualcuno). Alla Cagliostro E-Press lo stanno già facendo. In momenti di crisi servono idee e più innovative sono, meglio è. Si può andare oltre? Certo, c’è il mercato indiano, brasiliano, vietnamita, ecc. con tanti fumetti che in Italia sarebbero novità. Cosa si sta aspettando? Invece di bruciare risorse per Cico, non sarebbe meglio puntare là dove nessuno finora è mai pensato di arrivare?

    • Stefano:

      Io sono un lettore di Diabolik e a colori proprio non lo comprerei,idem per Alan Ford che non mi è piaciuto.Io credo che il problema è che contro ipad,iphone,ps4,xbox è difficile competere.Io lo vedo in casa che sono l’unico che legge fumetti.Se guardate quando i vostri ragazzi escono da scuola li troverete a chattare,giocare eccetera.I tempi sono cambiati e anche la crisi ci ha messo lo zampino.Anche Dylan Dog è in caduta libera.Ma questa è una mia opinione.

  • Luca:

    Personalmente preferisco Cico a colori piuttosto che una riedizione a colori di Diabolik che oltretutto ha già in attivo una ristampa e una riedizione in volumi prestigiosi allegati ad un quotidiano.
    E’ giusto che la IF riporti in edicola personaggi che mancano da tempo immemore o che non hanno avuto recenti ristampe/riedizioni.
    A gusto mio mi piacerebbe rivedere ad esempio Il Piccolo Sceriffo, oppure una ristampa di Martin Mystere.

  • stefano:

    Non ho comprato Miki ma comprerò Cico e se un domani ci sarà anche un Mark a colori ben venga.

  • Non sempre ciò che è giusto è anche ciò che può essere fonte di utili. Noi riteniamo che la scelta di Cico sia tremendamente errata. Se, come supponiamo, l’esperimento andrà male, cosa accadrà poi?
    Per quanto riguarda Diabolik, parlavo di una ristampa a colori in formato pocket. Cosa mai fatta da nessuno (nemmeno dalla Astorina).
    Sarebbe così assurdo che la If ci provasse?
    D’altronde, Diabolik non è forse più famoso di Cico?

  • Gianni57:

    Ciao Gianni,
    la nuova iniziativa If mi sembra più che interessante.
    Ho tutti i numeri di Zagor ma non ho mai comprato la serie che stai per riproporre.
    In attesa di notizie sulla data di uscita del primo numero, auguro buon lavoro a te ed alla tua redazione.

  • MASSIMO IERACITANO:

    Cio’ che sara’ determinante per il successo della ristampa a colori di CICO si chiama prezzo. Se si parte con 6,90 euro, si parte MALE. Meglio un costo di 5 euro massimo per avere piu’ lettori, piu’ acquirenti, meno copie destinate al macero. Altrimenti, CICO fara’ la fine del piccolo ranger: 6,90 euro per un fumetto anni 60 sono troppe ogni mese.

  • MASSIMO IERACITANO:

    Comunque, per MIKI a colori mi dispiace. Lo stavo comprando, nonostante abbia la serie alternata anni 70, ma mi sarebbe piaciuto averlo a colori. Perchè vendeva poco? Secondo me, la risposta è sempre quella: il prezzo elevato che, visti i tempi odierni, ha comportato scarse vendite.

  • Gianni57:

    Ad integrazione della precedente, presa visione che la prima uscita è prevista per il 16 giugno,vorrei sapere se l’albo sarà un nuovo n.1 o seguirà la numerazione della collana Grandi Storiee se l’uscita sarà mensile o bimestrale?

  • Straiker:

    Con tutto rispetto, ma tolti i primi 5 numeri di Nolitta/Ferri che sono dei capolavori, il resto è abbastanza prescindibile.

  • Tiziano:

    L’esperimento della ristampa di Cico invece andrà sicuramente bene,ci sono migliaia di persone nei gruppi di Facebook che sono molto entusiasti all’idea e disponibili all’acquisto,la trovo un’ottima idea e se non li proponeva Edizioni If chi lo faceva?Complimenti a Gianni Bono e alle sue idee sempre innovative e al suo sforzo per tentare di tenere ai vertici alti il fumetto Italiano,continua così che avrai sempre il nostro appoggio!grazie.

  • Ed ecco un altro errore: credere che per il solo motivo che tante persone su facebook e i forum siano entusiasti dell’idea di Cico a colori facciano la fila per comprarlo! Non bisogna dare credito alle testimonianze dei luoghi virtuali. Tante persone scrivono solo per conformismo. All’Aurea e alla Star Comics ne sanno qualcosa e si stanno ancora leccando le ferite. L’Aurea, soprattutto, sta facendo i conti con la realtà: tutte le nuove serie lanciate lo scorso anno (invocate da internet) hanno avuto pessimi risultati di vendite. Alcune sono state già chiuse, altre chiuderanno a breve. Se le esperienze Aurea e Star hanno insegnato qualcosa è che quello che si “invoca” su internet non corrisponde mai alle reali intenzioni di acquisto dei lettori

  • Kerzhakov91:

    L’importante è che continuate a ristampare le avventure de Il Piccolo Ranger… Mi raccomando, ci conto!

    PS: il mio sogno sarebbe una ristampa dedicata a Martin Mystère targata Edizioni If… è un sogno destinato a rimanere tale o ci sono speranze in proposito?

  • Bruno:

    Sono felicissimo che la serie di Cico venga ristampata! Complimenti per l’iniziativa!
    Ne acquisterò 1 copia per me e la proporrò anche ai clienti appassionati di Zagor(ho una edicola).

  • francesco - francyduck:

    Non seguivo questa collana e frequentavo questo forum più che altro per le notizie su autori dimenticati e sulla storia del Fumetto; però quello che traspare, da questo messaggio del sig. Bono, è un atto di vero amore verso il fumetto e verso questo paese.
    Desidero quindi esprimere la mia ammirazione per chi difende un’idea genuina e artigianale del fumetto popolare (senza aver paura di rimpiangere il pubblico che comprava i fumetti per leggerli in treno, pubblico che oggi non fa chic perché vanno di moda le graphic novel).
    Ammirazione e rispetto che esprimo anche in relazione ala vicenda narrata nel post precedente, ove si parlava dell’enorme (e costoso) lavoro svolto per il restauro digitale di materiale a fumetti dell’anteguerra.

  • Fabrizio:

    Tenga duro Gianni! Secondo me Cico andrà bene,io lo comprerò anche se ho quasi tutti gli originali. Continuo a prendere il Piccolo Ranger(a proposito come vanno le vendite?). Anche secondo me il momento di crisi metterà in ginocchio molte piccole case editrici.

  • L’amore per il fumetto è fuori discussione, ma prima di fare certe scelte occorre una solida analisi della realtà. Non era, poi, tanto difficile capire che la pubblicazione di Miki a colori potesse dare esiti negativi (come è avvenuto). Allo stesso modo, puntare su Cico, visti i precedenti e l’attuale situazione del mercato, ha poco senso.
    Se diamo uno sguardo al settore del mercato delle ristampe a colori di personaggi italiani, tra un Magico Vento a 3,50 euro e le varie ristampe di Tex, Zagor, Dylan Dog, ecc., come si può pensare che un Cico a 6,90 euro possa funzionare o fare concorrenza ai suddetti prodotti?

  • MASSIMO IERACITANO:

    Bimestrale, poi…..rischia di cadere presto nel dimenticatoio. Se si deve affrontare il giudizio delle edicole, una ristampa a colori deve, secondo me, essere ad un prezzo il piu’ contenuto possibile e mensile (vedere Magico Vento).

  • andreadel:

    gente i lo ripeto a costo di diventare antipatico il buon piccolo rabger se partiva subito mensile avesse riscosso molti + consensi ma la sua bimestralità iniziale gli ha fatto perdere molti aquirenti no credo sarebecalato così tanto partendo subito mensile

    • Editore:

      Ciao, veramente il PR ha perso copie proprio nel passaggio da bimestrale a mensile. Sarà perché i bimestrali rimangono in edicola di più, sarà perché il costo è diluito su un arco di tempo maggiore…

  • Cosa c’entra la bimestralità? Non è questo che fa la differenza tra una buona iniziativa ed una pessima iniziativa (anzi, la bimestralità consente alla testata di sostare in edicola per più tempo!).
    Bimestralità significa, in questo caso, dilazionare in due mesi una somma che, altrimenti, dovrebbe essere spesa ogni mese e per intero.
    Tutto ciò premesso, la decisione di puntare su Cico continua a suscitarmi perplessità.
    Domanda: chi spenderebbe mai 6,90 euro per un Cico a colori se non le poche centinaia di fan duri e puri? Non so quale sia il punto di pareggio, ma sarà un miracolo se questa testata andrà avanti per più di 5-6 numeri.
    Mi spiace per la If, ma in questo momento la concorrenza offre prodotti migliori (e più vendibili) a condizioni economiche migliori.

  • salvatore granato:

    Sono veramente dispiaciuto per la sospensione delle pubblicazioni di Capitan Miki, ma l’attenta analisi fatta non lascia spazio ad alternative. Che dire, sarebbe stato bello riuscire a vedere realizzato in un’opera solo tutto ciò che è stato pubblicato su Miki, così come sta avvenendo per Blek. Comunque grazie Gianni per tutto ciò che hai fatto e continuerai a fare per noi appassionati di fumetti. Da parte mia provvederò all’acquisto sin dal primo numero di Cico (oltre a Blek e PR che da ragazzo erano i miei preferiti ionsieme a Miki).

  • Tiziano:

    Gianni non farti influenzare da chi stà criticando e dubitando sulle tue idee,anzi i migliori complimenti per essere uno dei pochi editori che fa sforzi enormi e rischi per accontentare la gente,perchè tu sai ascoltare la gente…troppo facile ristampare i soliti personaggi,nella vita bisogna anche rischiare..alcuni esperimenti non sono andati benissimo,ma l’importante era provarci e sono sicurissimo che Cico avrà un buon successo perchè 4.90€ è un buonissimo compromesso e un ottimo rapporto qualità prezzo,poi i risultati parleranno molto chiaro,vedi ad esempio la ristampa di Zagor,invocata per anni dalla gente e coronata da un ottimo successo di vendite,e ora Repubblica si stà divertendo..

  • andreadel:

    tiziano scusa, con tutto il rispett,repubblica si appoggia alla bonelli anche se indirettamente e la bonelli se ben vedi si può permettere pubblicazioni a colori dele ristampe dei suoi eroi,tanto si sà che avranno un ottimo riscontro di vendite e guarda bene che si possono permettere redazionali ben + corposi rispetto alla if,tato è il guadagno che hanno in vendite.Secondo mè la if potrebbe appogiarsi ugualmente a repubblica oppure a panorama ,così avrebbe una copertura in lara scala e maggior probabilità di successo

  • Antonio:

    In un mio commento ho detto un’inesattezza e cioè che acquisto tutte le pubblicazioni IF. tutte tranne il Miki a colori che mi è sembrato minimo rispetto alle aspettative. Personalmente ne ho a decine di pubblicazioni, ho anche la serie a colori rimasta monca. Ed anche ora si è commesso lo stesso errore: poche pagine, storie non complete, tempi di completamento biblici, prezzo non intessante….
    Chissà come sarebbe stato se l’intera serie a colori si fosse completata in meno di un anno?
    (intendiamoci, non è affatto una critica, a Voi debbo solo di grazie sempre in quanto resta in me una carica di giovinezza per merito vostro)
    Un forte abbraccio.
    A.

  • Massimo r.:

    Ancora niente Cico nella provincia di Perugia. Prevedendo rari esemplari in vendita in qualche edicola fuori mano ho provato ad ordinarlo sul sito delle IF ma non è in vendita neanche li. Mah!…..

    • Editore:

      C’è un ritardo nella distribuzione locale, che tra l’altro di lunedì è ferma. Speriamo che tra oggi e domani Cico arrivi ovunque. Se così non fosse, vi preghiamo di scriverci o telefonarci segnalando l’indirizzo dell’edicola di cui di solito vi servite. In questo modo potremo fare una segnalazione specifica al distributore in modo che quell’edicola entri nel suo giro. Questa situazione ci danneggia tutti, l’unico modo per arginare il problema è collaborare tra noi. Cico si può ordinare telefonicamente alla nostra sede o via mail, ma poi dovreste pagare le spese di spedizione e la distribuzione continuerebbe ad essere ballerina…

  • beppe:

    Caro Gianni,avete fatto tanto per far rivivere i nostri eroi positivi,la vita odierna purtroppo è frenetica e triste.
    La sospensione del Miki a colori è una tristezza!
    Preferisco il mio fumetto da ragazzo che l’ultimo modello di cellulare.
    caio
    beppe

  • Filippo Spartà:

    Ho scoperto solo oggi questo sito. Secondo il mio modesto parere, chi come me ama i fumetti della essegesse, mark,miki, blek , che possiede in tutte le salse, a striscie, serie alternata, a libretto, freccia pocket , ecc ecc. (Sono un collezionista) penso, che nonostante la crisi, il lettore guarda un’opera fatta bene, non il prezzo. La qualità premia in tutti i campi. Ritornando alla collana grandi opere di miki, ci sono pecche come il colore, il formato , che secondo me sono importanti. Cico a colori, rispetto a miki e fantastico . Io personalmente se pubblicate un’opera di miki e blek in formato max con le misure delle striscie di collana freccia con i colori del cico e le copertine di sinchetto, li compro anche con un prezzo più alto. Tipo una collezzione storica. Buon lavoro e in bocca al lupo.

  • robyepierre:

    I fumetti in realtà continuano sempre ad esistere sinché il collezionismo li ricerca.
    Ogni chiusura in realtà é temporanea e tutto può riprendere magari con aspetti riveduti e corretti.
    Capitan Miki farà brillare la sua stella ancora per molto e molto tempo. Forse persino a dopo che Doppio Rhum sia diventato astemio, vegetariano ed ecologista.

    Vendo Capitan Miki originali strisce raccolte albi raccoltine anche rarissime, Blek ed altri AI PREZZI MIGLIORI DEL WEB. Serietà e accuratezza da Robyepierre 329-78.57.958

  • Sergio:

    Caro editore, cari amici appassionati di fumetti,
    l’analisi fatta dallo scrittore dell’articolo è abbastanza realistica. Il mondo è stato stravolto dall’eccessivo uso della tecnologia multimediale che a lungo andare mostrerà i suoi danni; soprattutto a spese delle nuove generazioni che passano quasi tutto il loro tempo col telefonino in mano, completamente ipnotizzati da giochi demenziali e da messaggimania. Tuttavia una cosa la voglio dire. Quando ho rivisto in edicola la ristampa dei mitici Miki e Blek sono rimasto senza parole per la gioia. Rileggerli, per me (cinquantenne e appartenente all’ex ceto medio) significava tornare bambino. Ma ahimè! Che dolore quando ho visto il prezzo! 6 euro a fumetto “non l’avrei giammai creduto!”. Se fossero costati così cari negli anni ’60 certamente la mia mamma non se li sarebbe potuti permettere, e io non avrei mai conosciuto né Blek né Miki. Dunque un consiglio: perché non ristampare tutte le storie originali degli anni ’50 ’60 e ’70 della ESSEGESSE esattamente nella stessa veste tipografica di allora con un costo accessibile? A mio avviso ogni albo potrebbe vendersi normalmente a 2,90 Euro, esattamente per come avviene oggi per Tex. Allora sì che non me ne farei scappare neanche uno! Pensateci!

  • Graziano:

    Sono un appassionato lettore di fumetti da oltre 40 anni,con mio grande dispiacere
    vedo il fumetto come un malato terminale che va via via spegnendosi ma spero vivamente che riesca a riprendersi e che venga apprezzato sempre di piu’

  • nicola:

    Sono un collezionista accanito, e come tanti di noi anch’io ho amato personaggi come Blek e Miki, ma confesso che quando ho visto l’ennesima ristampa del ranger in edicola, seppure impreziosita dal colore, mi sono chiesto se ce n’era davvero bisogno. Tra l’altro, quasi parallelamente, Miki usciva in ristampa per conto della Gazzetta sportiva (mi pare, ma non vorrei sbagliare) in volumi in bianco e nero. Propongo quindi questo: ci sono tanti altri personaggi degli anni 50 e 60 dimenticati e da recuperare, perché non riproporre questi?

  • pasquale:

    non riesco a sapere dove acquistare capitan miki e blak in versione raccoltina grazie

  • pasquale:

    vorrei acquistare raccoltine capitan miki e blak

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Questo blog vuole essere uno spazio d'incontro a cui possano fare riferimento tutti coloro che, come me, amano i prodotti della cultura popolare. Per trovare e scambiare informazioni, ricordi, considerazioni. Perché una passione riverbera quando condivisa, perché la memoria delle cose passate è un impegno, oltre che un piacere, a cui più voci possono contribuire.
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