DANNO I NUMERI

Questo post è un’ideale prosecuzione del precedente, ma qui a dare i numeri non siamo noi.
Chi fa un lavoro che si rivolge a un pubblico, è soggetto a ricevere delle critiche pubbliche, va da sé. Alcune possono essere sensate e persino utili, altre sono solo provocazioni. Allora è meglio non rispondere. Specialmente se chi le lancia lo fa solo perché ha voglia di attaccar briga e, soprattutto, non vede l’ora che tu gli risponda per sentirsi importante e vivo. Ma se abbozzare è la scelta migliore quando si ha a che fare con esternazioni sulla carta stampata, sulla rete, funziona diversamente. Qui le parole restano per sempre in vetrina, sopravvivono, anche in caso di smentita o chiarimenti.

Dovete sapere che sull’iTunes Store, Apple dà, giustamente, la possibilità di lasciare valutazioni e commenti sugli ebook e App acquistati o scaricati. È un servizio per i lettori, e un canale di comunicazione con gli editori. Chi ne capisce più di me di queste cose, mi dice che il pubblico italiano, rispetto ad altri, non è molto disponibile a lasciare commenti, a meno che non si tratti di critiche. E chissà perché non mi stupisco…

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La scansione del secondo volumetto di Isabella

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Il file digitale pronto per la stampa

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Sono rimasto invece più che stupito quando un mio collaboratore mi ha mostrato un commento lasciato sullo Store di Apple da un acquirente dell’ePub del Topolino Giornale n. 1. Questo signore ci ha dato dei “pezzenti” perché l’ha dovuto pagare ben 0,99 centesimi.

In casi come questi si può far richiesta ad Apple di eliminare il commento perché inopportuno. Oppure potremmo rispondere noi al gentil signore (e ipotizzo si tratti di un “signore” visto che il nickname oltre che anonimo non ha una chiara identificazione di genere).

Per ora approfitto di questo spazio per spiegare a chi ha voglia di ascoltare, qualcosa di questo mestiere, in particolare soffermandomi proprio su quel Topolino Nerbini di cui, lo ammetto, siamo proprio fieri.

Senza volerci minimamente paragonare a chi i fumetti lì fa dal nulla, ci tengo a dire che anche realizzare delle ristampe necessita di parecchio lavoro, che si tratti di edizioni cartacee o, ancor più, per il digitale.

Non starò a tediarvi con tutti i passaggi tecnici, basti dire che ogni pubblicazione originale viene recuperata, talvolta in più copie per scegliere le pagine migliori, e scansita pagina per pagina. Ogni scansione, che sia da pellicole, da albi o da tavole originali viene rimessa in squadra e ripulita, con un delicato lavoro di restauro, che talvolta necessita di ore di lavoro per ogni singola pagina. Il tutto viene poi impaginato e stampato per controllare la sequenza, letto per correggere eventuali refusi e segnalare “sporchini” residui, fuori registro o tratti impastati. Poi si preparano i materiali per la stampa, attraverso due o più passaggi a seconda che sia tradizionale o digitale.

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La scansione del primo volumetto di Lo Sconosciuto

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Il file digitale pronto per la stampa

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Ebbene torniamo a Topolino Giornale n. 1 del dicembre 1932. Di questo numero non dovrebbero esistere sul mercato più di dieci esemplari non in legatura (cioè copie sciolte non rilegate in volumi di un semestre o di un’annata). Quindi il suo valore e la sua rarità è notevole. Bene. Abbiamo contattato un collezionista che ci ha portato in visione la sua copia. Giustamente non ci ha concesso di inserirla nello scanner, ma solo di fotografarla a distanza. In quell’occasione i grafici hanno identificato dei colori pantone (standard per la codifica dei colori) il più possibile vicini al risultato della stampa in tricromia dell’epoca. Quindi sono state necessarie ore e ore di lavoro di ritocco da parte del nostro più abile operatore per trasformare una nutrita sequenza di inguardabili foto in una riproduzione anastatica. La nostra stampante è stata appositamente tarata e si sono effettuate varie prove di stampa per verificare la resa cromatica, consultando altre pubblicazioni Nerbini coeve per l’identificazione del giusto cyan, il colore più difficile da riprodurre. La lavorazione, naturalmente interrotta da altri impegni, è durata più di un mese e ha coinvolto tre persone.

Con Disney abbiamo realizzato un’edizione numerata di 300 copie bruciate in poche settimane. Che non hanno coperto minimamente il costo di produzione. Aggiungo che al di là del monte ore, è impossibile quantificare il valore della competenza e dell’esperienza necessarie per un’operazione simile. Tanto che con Disney abbiamo deciso di rendere disponibile anche la versione ePub per lasciare la preziosa traccia di un prodotto editoriale, oltre che culturale, destinato a scomparire.

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Una delle decine di foto scattate all’originale

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E ci prendiamo dei pezzenti da parte di un signore anonimo. Forse non sa quanto sia raro quel numero, di sicuro ignora come si sia arrivati alla sua versione digitale. Ma penso anche che tutto ciò derivi dalla natura stessa della rete, che per lungo tempo ha promesso e permesso di fruire di contenuti gratuiti. Come se poi, quei 99 centesimi, di cui il 30 % trattenuto da Apple, fosse un prezzo significativo o seppur vagamente commisurato al valore dell’opera, una testimonianza storica rara e preziosa. Ma forse tutto questo è anche il prodotto di una cultura frettolosa che è solo capace di lanciare pietre senza tentare di capire.

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Dettaglio dello scatto fotografico

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File digitale consegnato allo stampatore

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Simulazione della resa finale consegnata allo stampatore per la definizione dei pantoni

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17 Commenti a “DANNO I NUMERI”

  • jhendrik:

    Scrivo per manifestare la mia solidarietà contro l’autore del “pezzenti”.
    E per chiedere il perché della scelta fatta con Disney per il T. Giornale: non era meglio un prodotto da 10 euro, che avrebbe comprato chiunque, anziché uno a tiratura limitata dal prezzo elitario?

    • Gianni Bono:

      Grazie per la solidarietà, quanto al resto, il lavoro ci è stato commissionato dalla Disney che voleva copie di pregio su carta speciale, a tiratura limitata e numerata. Poi noi abbiamo proposto la versione ePub e Disney ha accettato, il resto, non è ambito nostro…

  • Marco:

    Resto sempre stupito nel leggere i commenti sull’Apple Store. Gente che ha un apparecchio da minimo 500 euro e che poi si lamenta. Comunque se ti può consolare è un commento abbastanza diffuso.

    • Gianni Bono:

      Sì, ce l’hanno detto, ma non mi consola molto… Comunque confidiamo nel buon senso dei lettori. Grazie per il sostegno!

  • Grumpy:

    Il vostro lavoro NON HA PREZZO. E non ha precedenti. Siete il futuro dell’editoria amatoriale e della storiografia del fumetto. Complimenti e continuate così.

  • Salvatore Granato:

    Gianni,
    siamo tutti con te!
    Basta un po’ di buon senso per rendersi conto del valore dell’importanza del vostro lavoro. I 99 centesimi rappresentano per gli acquirenti un prezzo più che vantaggioso. Da poco ho acquistato un iphone ed visto delle applicazioni inutili e stupide a prezzi ben più superiori. Credo che la miglior cosa da fare e di ignorare simili commenti rese da persone…….incompetenti.

    Ma veniamo a cose (per me) più importanti, ho acquistato da poco un iphone che supporta il sistema android, fra quanto saranno disponibili i fumetti anche su tale sistema?

    • Gianni Bono:

      Grazie per il sostegno! Per quanto riguarda il passaggio ad altre piattaforme, dovremmo essere pronti a metà aprile, purtroppo ci stiamo mettendo più tempo del previsto, ma arriviamo…

  • Gennaro:

    Che dire se non che la madre degli idioti e’ sempre incinta!
    Grazie per il superbo lavoro cui ti stai dedicando!
    Hai mai pensato a nembo kid in ePub?

    • Gianni Bono:

      Sì, ci abbiamo pensato, ma essendo un personaggio della DC Comics dovremmo aprire un iter burocratico complesso e spiegare perché lo vorremmo chiamare Nembo Kid. Oppure dovremmo passare attraverso chi attualmente detiene i diritti in Italia, ma in ogni caso gli americani hanno l’ultima parola e sono molto sensibili alle questioni digitali…

  • Ma figurarsi!
    Solo per lo sbattimento di averci pure dovuto scrivere questo articolo sopra dovreste venderlo a due euro!
    Coraggio,
    c.

  • Stefano V.:

    Purtroppo ho notato che molti utenti delle tecnologie digitali sono (loro sì) dei veri pezzenti. Se dai un’occhiata a un forum che si chiama Android World potrai leggere che un’applicazione molto famosa, che si chiama Whatsapp e che consente di inviare un numero infinito di messaggi tipo sms gratuitamente, sta pensando di farsi pagare euro 0,79 all’ANNO. Orbene, leggevo che molti appunto pezzenti stanno cercando in tutti i modi un’altra applicazione che consenta loro di continuare a mandare sms senza spendere euro 0,79 all’ANNO.
    Quindi non prendertela Gianni, e sempre grazie da tutti noi.

    • Gianni Bono:

      Sì, la rete è zeppa di questi esempi e non me la sono presa personalmente, ci mancherebbe, ma mi accorgo sempre più che tanti lettori sanno davvero poco di come funziona l’editoria e delle varie fasi di lavorazione, in particolare dei fumetti. In questo spazio vorrei, per quanto possibile, dare qualche informazione…

  • NICOLA:

    Carissimo Gianni,
    intanto ti esprimo tutta la mia solidarietà per il prezioso lavoro di recupero di fumetti antichi che stai svolgendo. Non sapevo dell’iniziativa del Giornale di Topolino n. 1 (confesso che non amo tanto i mezzi informatici, mentre, al contrario, provo un piacere infinito nello sfogliare il cartaceo). Sono un collezionista, e amo Topolino. Perché non proponi la ristampa del Giornale in formato cartaceo? Darei non so cosa per avere tutti i numeri.
    Un grazie ancora di tutto cuore per quello che fai.

  • NICOLA:

    Dimenticavo: tanti auguri di Buon Natale e Felice anno Nuovo, a te e a tutti i tuoi collaboratori.

  • MARKO:

    Gianni, perchè non provi a ristampare la collana di ZORA la Vampira?

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