Archivio di settembre 2011

COME A UN FUNERALE

Sai Sergio, pensandoci bene, in tutti questi anni sono più le volte che siamo andati insieme a un funerale che non a una manifestazione.
Se vado a ritroso nel tempo, credo che il primo incontro che abbiamo davvero condiviso sia stata la personale dedicata a Battaglia in quella Galleria di Genova. No, non mi ricordo come si chiamava… Neanche tu? Dai, facciamo come sempre, quello a cui viene in mente chiama l’altro. Leggi il resto di questo articolo »

Il più grande fumettista d’Italia

“Gianni, non vai in ufficio, stamattina?”
“No, Niccolò, vado al funerale di un mio amico. Si chiamava Sergio…”
“Ah, me l’ha detto la mamma. Era quel signore sempre con tante borse piene di fumetti – un po’ come te, insomma… – che abbiamo portato più volte in macchina…”
“Sì, proprio lui.”
“Era il più grande fumettista d’Italia?”
“Sì, e non solo! Era un grandissimo editore.”
“Ma ora chi è il più grande fumettista d’Italia?”
“Non lo so, Niccolò… ce ne sono tanti bravi…”
“Ma, Gianni, tu sarai mai il più grande fumettista d’Italia?”
“No, Niccolò, no credo proprio… di certo non come lui.”

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Ciao, Sergio

Rapallo, Settembre 1976
Da qualche mese sono direttore editoriale della Cenisio. Con l’entusiastico supporto del mio editore Tino Arcaini, portiamo in edicola splendide edizioni di Tarzan, i rinnovati comic book di Superman e Batman e pubblichiamo i personaggi di Bonvi e Hugo Pratt.
Sono gli anni in cui chi ama il fumetto deve lavorare duro per diffonderlo e fargli riconoscere la giusta dignità. E sono gli anni in cui tra operatori di settore si condivide il sogno e ci si sostiene a vicenda. Al Castello di Rapallo si celebra l’impegno e la passione con l’ambito trofeo Il Cartoonist. Leggi il resto di questo articolo »

Immagini & Fumetti
Questo blog vuole essere uno spazio d'incontro a cui possano fare riferimento tutti coloro che, come me, amano i prodotti della cultura popolare. Per trovare e scambiare informazioni, ricordi, considerazioni. Perché una passione riverbera quando condivisa, perché la memoria delle cose passate è un impegno, oltre che un piacere, a cui più voci possono contribuire.
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