IL SOSIA DI FORATTINI

È successo due anni fa in questo periodo dell’anno, e poi me ne sono dimenticato. A Luglio a Milano fa un caldo boia e tenere il ritmo per tutta una giornata è davvero cosa da supereroi. Quindi, è chiaro che dopo un po’ rispondi: “Sì. Va bene.” A qualsiasi cosa. È un meccanismo che si chiama anche sfinimento. Così, quando quel Luglio 2009 Marilla, vedendomi rientrare in ufficio, mi ha preso in disparte per dirmi “C’era Forattini alla reception che ti cercava… ti sei dimenticato dell’appuntamento?”, ho risposto “Sì. Va bene”. Senza rifletterci più di tanto.

Avevo visto l’ultima volta Forattini qualche mese prima in occasione del Premio Novello e ci eravamo incontrati di sfuggita l’ultima domenica di Giugno al Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande, scambiandoci un rapido saluto tra una bancarella e l’altra. Ma di aver fissato un appuntamento con lui non me lo ricordavo proprio. In realtà Massimiliano Finazzer Flory, all’epoca Assessore alla Cultura del Comune di Milano, mi aveva parlato della Mostra dedicata al Grande Giorgio che si sarebbe tenuta a Palazzo Reale e dell’opportunità di annunciare la collaborazione tra il nostro Comitato, Un Secolo di Fumetto Italiano, e il Comune. Ma non mi aveva parlato di un incontro con Forattini. Sì, mi aveva detto che avrebbe voluto lasciargli uno spazio nel futuro Museo del Fumetto, ma nulla di più.

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Locandina della mostra di Forattini a Palazzo Reale, Milano 2009

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Faceva caldo. Passavano i giorni e arriva il pomeriggio dell’inaugurazione. Anche se dovevamo partire in serata, convinco Marilla a fare atto di presenza. Arrivati a Palazzo Reale veniamo letteralmente travolti dalla folla (davvero un mondo di persone, davvero un’esposizione riuscita) e ci separiamo. Giunto non so come in una sala, trovo Massimiliano che mi porta da Giorgio e vediamo in anteprima la mostra. Dopo meno di un quarto d’ora inizia a entrare il pubblico e Forattini viene trascinato via dai giornalisti. Lo vedo allontanarsi alla mia destra. Da sinistra, tra la folla, appare Marilla che mi dice: “Giù a piano terra c’era Forattini che ti saluta. Si scusa, ma ha avuto un impegno improvviso e non può partecipare!”. E no! Non siamo a Candid Camera, né Marilla può aver voglia di scherzare… È la sua mostra, come fa Giorgio ad andare via e, soprattutto, a essere in due posti contemporaneamente? Si rischia la lite. Meglio di no. Dobbiamo fare un viaggio di quattro ore… Un Forattini in più o uno in meno non fa la differenza. E per il quieto vivere…

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Pensiamo alla salute, 2005, con vignette di Giorgio Forattini

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Io demordo. Lei, ovviamente, no. E durante il viaggio mi fa rivivere più volte il film del pomeriggio, mi parla della giornata passata insieme a Forattini in occasione del Premio Novello, di lui che ha mangiato al nostro stesso tavolo: “Mica me lo posso inventare!”.

Fino a che mi dice: “Non ci conoscevamo ancora, quando Forattini è venuto a Lucca in San Romano per la preview del Museo. E tu eri lì con lui…”

Una fragorosa risata mette fine all’incubo! Che liberazione! Ho scoperto chi è il “Giorgio Forattini” di Marilla: è nientepopodimeno che… Giuseppe “Pucci” Casarotti!

Quando gli ho raccontato la vicenda non ha fatto una piega. “Pensa” mi ha detto Pucci, “che negli anni mi hanno scambiato per Adolfo Celi, poi per Marco Pannella e ora per Forattini. Il naso, in effetti, aiuta… Anche se Giorgio è un po’ più alto!”

E la tragicommedia continua. Lunedì scorso vado con Casarotti al bar sotto l’ufficio e il barista mi prende da parte e mi dice “Ma quello che è con lei è Forattini?”

Io torno da Pucci e gli sussurro: “Dai, fagli l’autografo, che beviamo gratis…”

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Giuseppe Casarotti e Il Giorno Estate di Domenica 10 luglio 2011

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4 Commenti a “IL SOSIA DI FORATTINI”

  • Paolo:

    Ah ah ah, in effetti si somigliano davvero tanto!

  • francyduck:

    Mi sbaglierò, ma con tutto il rispetto per la vignetta di satira politica e per gli antichi maestri come Scalarini e Galantara, ritengo che uno come Forattini (e soprattutto il Forattini politicizzato degli ultimi anni) non abbia NIENTE a che spartire con il Fumetto…

  • TINO chito:

    vedendo Giuseppe Casarotti mi sono ricordato di Dario Chiarot, fumettaro della Dardo,amico sempre disponibile. nostalgia di quando facevo copertine di supereroica

    • Gianni Bono:

      Sì, Dario era un amico e una persona davvero speciale, sa hai lavorato con lui lo saprai di certo… Pensavo, perché non stili un elenco delle copertine che hai realizzato per Supereroica? potremmo inserire i dati nella Guida al Fumetto Italiano. Un caro saluto!

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