NO, NON È ZARCONE!

Solo perché è da un po’ di tempo che non vi parlo del misterioso Zarcone, non pensiate che mi sia dimenticato di lui. Anzi.
Lasciata ogni speranza di trovarne tracce in Astorina o informazioni da chi ancora può avere memoria di lui, rimane la pista di analizzare le pubblicazioni dell’Astoria o dell’Ile, ossia dell’esuberante Gino Sansoni, editore d’assalto nonché marito di Angela Giussani.

Tra tutte, e sono tante, il fascinoso mensile Alboromanzo-Vamp. Caratteristiche della testata sono il formato tascabile, il prezzo contenuto e la doppia titolazione.

La firma come direttore responsabile Brenno Fiumali, il grafico di fiducia di casa Sansoni. Il modello d’ispirazione per le trame è il diffusissimo Grand Hotel, ma qui i temi sentimentali sono affrontati con toni un po’ più crudi e scabrosi, come succedeva in una serie di pubblicazioni uscite verso la fine degli anni Quaranta, di cui Sansoni ha sicuramente memoria e magari esemplari nel suo smisurato archivio “da cui non si butta nulla, pena il taglio delle mani…” (ammetto di riconoscermi perfettamente in questa logica).

Alboromanzo-Vamp esordisce in edicola nell’Aprile 1963, cioè lo stesso mese dell’uscita di “Atroce vendetta”, il quarto numero di Diabolik. Quindi in un periodo in cui non è ancora esploso in edicola il Re del Terrore e più di un anno prima della nascita del filone del fumetto nero.

In realtà questa pubblicazione nulla ha a che spartire con il prodotto delle sorelle Giussani né col fumetto nero, se non la condivisione di alcuni autori, tra cui lo stesso Zarcone. Ed è per questo che sono andato a rivedermi la collezione, in particolare i primi dieci numeri, sperando di scoprire qualcosa…

Copertina di Ezio Giglioli per Alboromanzo-Vamp n. 7 “Schiave d’Amore – La casa degli inganni”, Astoria, Ottobre 1963

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Le copertine – fatta eccezione per la n. 7 – sono opera di Erminio Ardigò che cerca di imitare lo stile di Giulio Bertoletti, in quegli anni copertinista di punta di Grand Hotel. Ardigò, che disegnerà nello stesso periodo il n. 6 di Diabolik “Il Genio del Delitto”, è l’autore anche degli interni dei nn. 3 e 5. I nn. 1, 6, 8, 9 e 10 sono di Arnaldo Rosin, che si firma Rory Arnold. Il n. 2 è di Gino Marchesi. Mentre i nn. 4 “Delirio – Ragazze perdute” e 7 “Schiave d’Amore – La casa degli inganni” sono di Angelo Zarcone! Uno Zarcone che disegna con uno stile decisamente più maturo di quello dell’esordiente pittore che ha messo mano al n. 1 di Diabolik “Il Re del Terrore”. Anche la copertina del n. 7 sembra fatta dalla stessa mano… E, guardando bene, nella parte inferiore del bozzetto affiora una firma tagliata, apparentemente illeggibile. Sicuramente non c’è scritto Zarcone. Vuoi vedere che Zarcone non è Zarcone? Ma dopo un po’ di empirici tentativi ecco decifrato il cognome: Giglioli. Questo nome mi dice qualcosa… Vuoi vedere che in realtà Zarcone è Giglioli?

Ingrandimento della copertina di Alboromanzo-Vamp n. 7,

in cui si intravede la firma di Giglioli

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Un rapido check sulle Pagine Bianche, una telefonata e… Ezio Giglioli, il famoso pittore che ritrae con abilità impareggiabile tanto gli animali quanto i soldati in miniatura, incuriosito dalle mie domande, in meno di mezz’ora piomba nel mio ufficio – non lo sapevo, ma abita a Buccinasco, quindi assai vicino – e così ci ritroviamo dopo quasi trent’anni.

Foto di Ezio Giglioli

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Sì perché ci eravamo incontrati una prima volta nel 1985 quando realizzava con Giovan Battista Carpi la collana Qui Quo Qua Avventure nella Natura per Mondadori, e poi ci siamo persi di vista. Nel frattempo Giglioli, che già aveva al suo attivo importanti collaborazioni con Conoscere e Scoprire della Fabbri, ha continuato a pubblicare per i più importati editori del settore, da Mondadori a De Agostini, da Hachette a Garzanti.

Copertina di Ezio Giglioli per “Le ultime tigri del Bengala”, Avventure nella Natura n. 2, Ottobre 1985, Mondadori

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Giglioli guarda commosso il n. 7 di Alboromanzo-Vamp, incredulo che lo abbia ritrovato grazie a quella copertina realizzata quasi cinquant’anni prima, una meteora nella sua collaborazione con Sansoni. Ma purtroppo, doccia fredda, gli interni non sono suoi. Abbiamo aggiunto un nuovo autore alla cronologia di Alboromanzo-Vamp, ma il mistero di Zarcone continua…

Illustrazione di Ezio Giglioli

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Illustrazione di Ezio Giglioli

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Illustrazione di Ezio Giglioli

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10 Commenti a “NO, NON È ZARCONE!”

  • francyduck:

    Scusa Gianni se intervengo sempre io, ma queste ricerche mi appassionano. Ti sottopongo un’idea forse un po’ naif, sicuramente costosa, ma che potrebbe anche funzionare.
    Sulle pagine bianche ci sono 286 utenze a nome Zarcone, per lo più nel palermitano, che si riducono un po’ escludendo aziende e professionisti. Se si inviasse a ciascun utente una lettera in cui si spiega il senso della ricerca, si allega l’ identikit disegnato da Brenno, che hai già pubblicato, e si invita l’eventuale parente a farsi avanti, compensando ogni notizia utile con un adeguato premio (in fumetti….!), si spenderebbero € 150 circa in francobolli, più le buste e i fogli, ma forse si scoprirebbe qualcosa…

    • Gianni Bono:

      Stiamo lavorando a qualcosa di più mirato. Ma l’idea di allargare la ricerca non è male. Vediamo….
      Gianni

  • andrea:

    Purtroppo devo con grande tristezza rendervi noto che Ezio è mancato venerdì sera per un male incurabile diagnosticato da poco.
    Il suo sorriso mi manca già.

    • Gianni Bono:

      Mi spiace davvero di aver ritrovato Ezio solo dopo tantissimi anni e di non aver potuto riprendere il lavoro in team come ci eravamo promessi.

  • tino chito:

    Ezio, amico carissimo e quasi fratello maggiore,è stato il disegnatore che mi ha permesso di diventare un illustratore e di poter collaborare con lui per molte case editrici, da Fabbri a Rizzoli. Insieme abbiamo fatto anche molte illustrazioni per ESCI modellismo. Gli sarò sempre riconoscente. Ci eravamo visti da poco, e quando mi ha detto della sua malattia, non ci potevo credere. Ciao amico caro e disinteressato, ti ricorderò sempre con affetto

    • Gianni Bono:

      Già. Incredibile per un uomo gioioso e pieno di vitalità. Mandaci un po’ di tuoi lavori. Non si sa mai che si possa continuare quel percorso che non abbiamo potuto fare con Ezio.

  • TINO chito:

    Il caro Ezio l’ho conosciuto che avevo 18 anni da Rinaldo Dami . Abbiamo poi collaborato insieme con libri scolastici alla Fabbri, enciclopedie per ragazzi alla Rizzoli, numerosissime scatole per ESCI ecc. L’anno scorso era venuto a vedere una mia mostra di acquerelli ad Agrate brianza. A Natale invece degli auguri, mi ha detto della brutta sorpresa della malattia.

    • Gianni Bono:

      Sono dispiaciuto anche io, era una persona davvero eccezionale… rimane la sua opera…

  • Salvatore:

    Buona sera, qualcuno sa se, ancor prima o contemporaneamente alla collaborazione con Esci, Giglioli illustrò anche le scatole dei Soldati d’Italia prodotte dall’Atlantic?

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