LA CONTAMINAZIONE: EPOCA 1966

La contaminazione è la punta estrema della perversione collezionistica. Almeno per me. Non contento di raccogliere fumetti, nel senso di pubblicazioni specifiche, mi spingo ben oltre, cercando – e trovando – quello che per me, e il più delle volte solo per me, ha attinenza col fumetto. Può trattarsi di un libro, di una rivista, di un quotidiano, di una brochure. E, complice il pezzo fisico, mi ritorna in mente che…

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Era l’estate del 1966. E quella copertina di Epoca (e il suo interno) mi dicevano ben poco. Se non farmi incazzare come una bestia. Ma si può fare una figuraccia mondiale perdendo 1 a 0 con la Corea del Nord? La titolata nazionale italiana (mal) capitanata da Edmondo “Mondino” Fabbri che si fa battere da una squadra di dilettanti? E ha ben da scrivere il redattore del settimanale diretto da Nando Sampietro: “Se fosse andata lei…”, riferendosi a una grintosa Sandra Milo nelle vesti di un’ipotetica calciatrice azzurra. Tanto ormai la faccia l’abbiamo persa!

Copertina di Epoca, Arnoldo Mondadori Editore, n. 827, 31 luglio 1966

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L’articolo all’interno, “L’orfanatrofio di Durham”, è a firma di Guido Gerosa, che sul fumetto scriverà parecchio. Sia dopo pochi mesi ancora su Epoca (“Disney: nella sua favola la morte non c’era”, n. 848) sia su L’Europeo. Ovviamente, con tutto il rispetto per Gerosa, la perversione non arriva al punto da tenere in collezione quel numero di Epoca, che è in archivio, credo, solo per documentazione. Ma intanto che lo sfoglio, l’occhio cade sulle vignette di Guido Clericetti che nel 1997 dirigerà La Grande Enciclopedia per i Ragazzi (Disney) per Federico Motta Editore. Opera cui lo staff di Epierre, allora da me coordinato, ha fornito il supporto redazionale e grafico (oltre che sudore e sangue…).

Lo sguardo si sofferma sulle accattivanti pubblicità, come “Metti un tigre nel motore” con lo splendido visual di Mort Drucker (sì, proprio quello di Mad), rammentandomi che nell’ambito della campagna della Esso, si inserisce, già da maggio, anche la versione a fumetti Il Tigre che Leone Cimpellin realizza per la Sirio.

Pubblicità Esso. Art by Mort Drucker

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Copertina Il Tigre n. 1, Maggio 1966, Editrice Sirio

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Ma, ora che ci penso, quel numero è sicuramente nella mia collezione per… un’altra società petrolifera. La Total. No, non per le promozioni realizzate con i periodici Mondadori Batman e Nembo Kid, ma per Mita Medici: una vera passione per un ragazzino della mia età. Che cotta! Sognavo giorno e notte di essere nella scena finale di Pronto… c’è una certa Giuliana per te e partire con lei al posto di Gianni Dei. Un altro Gianni, più grande e più fortunato di me!

Pubblicità Total, con Mita Medici

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Ma la giovane età non mi faceva fare solo sogni impossibili. Mi impediva di scovare nel colophon il nome di Alberto Guerri, capo servizio impaginazione di Epoca. Già perché, nel 1966, pur in procinto di fondare con Nino Bernazzali il Club Gli Amici del Fumetto, neanche sapevo dell’esistenza di Raff, di cui Guerri scriveva i testi, e di tutto il passato glorioso del fumetto popolare italiano. Le mie attenzioni erano rivolte soprattutto al fumetto statunitense e divoravo tutta la produzione dei Fratelli Spada, da L’Uomo Mascherato a Rip Kirby, da Mandrake a Gordon. Leggevo sì Tex, Kolosso, Blek e Capitan Miki, ma con più interesse tutti i pocket del fumetto nero e, ovviamente, Satanik. Già, perché in mancanza di Mita Medici, in qualche modo mi dovevo pur consolare…

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