GRAZIE, GIANNI, GRAZIE… Appendice di Dentro al Mistero

No, il mistero del disegnatore di Venus non è stato ancora risolto. Ma intanto, un nuovo enigma si è presentato in rete. Ma andiamo con ordine. Mercoledì 16 sono andato al cinema con Marilla. Il dubbio era se vedere Il discorso del re di Tom Hooper con Colin Firth o Gianni e le donne di e con Gianni Di Gregorio. Arrivati alle casse dell’Anteo, Marilla non aveva più dubbi e ha chiesto con decisione a una cassiera un po’ incredula: “Due biglietti per… Gianni”.
Ovviamente si aspettava che ci fosse qualcosa di auto (nel senso di me) biografico.

Locandina di Gianni e le donne


E non è rimasta delusa. Quanto mi assomiglia questo Gianni! Classe 1949. Sempre disponibile, anche troppo, con un’immensa capacità di sopportazione; “vittima” rassegnata di una madre davvero esagerata (la bravissima Valeria de Franciscis). Distaccato dal mondo, aggrappato ai ricordi di un passato che non c’è più, spera in ogni occasione d’incontro di poter avere un rapporto diverso con l’altro sesso. Ma, ahimè, la realtà è ben diversa. E i sogni diventano concreti solo in un finale di pura fantasia.
“Sì, ma lui ogni tanto, ride” mi fa notare Marilla… E così, visto che lei è in preda ai tormentoni (editoriali), quello del momento per ogni cosa che faccio è diventato “Grazie, Gianni, grazie”. Ora, vi racconto tutto questo, non perché, andandolo a vedere, vi troverete un po’ del sottoscritto, ma perché questo film è proprio ben fatto e ben recitato e ve lo consiglio davvero.
Comunque, tornando alla serata, siamo arrivati con venti minuti di anticipo (cosa più unica che rara) e quindi un salto alla sempre fornita libreria è stato d’obbligo. E tra i vari acquisti vi segnalo il volume 007 all’italianaDizionario del cinema spionistico italiano con tutte le locandine più belle di Marco Giusti, uscito lo scorso settembre per i tipi di ISBN Edizioni.

Copertina di 007 all’italiana – Dizionario del cinema spionistico italiano


Tra i 150 film recensiti c’è Asso di Picche, operazione controspionaggio, un film del 1965 di Nick Nostro, con George Ardisson e Helen Chanel. All’epoca, a questa pellicola è stato dedicato ampio spazio con foto di scena su alcuni numeri di Dany Coler, sia perché la Chanel era una delle tante bellezze ospitate sui periodici della Cofedit, sia perché Giorgio Ardisson, in arte George, doveva portare sullo schermo il nostro P2. Se ne parla espressamente nella terza di coperta del n. 7: “George Ardisson sarà Dany Coler”, recita la didascalia ai piedi del primo piano dell’attore. Ma non se ne fece nulla. Sia perché Dany Coler non aveva le caratteristiche di un Fantax o di un Demoniak, tanto per stare in casa Cofedit, sia perché di agenti segreti, con tanto di sigle, il cinema italiano ne aveva già sfornato di suoi, e non aveva certo bisogno di un personaggio che ebbe una vita editoriale di soli undici mesi.

Locandina di Asso di Picche, operazione controspionaggio

Foto di George Ardisson da Dany Coler n. 7

Foto di scena da Dany Coler n. 8


Il fenomeno dei film italiani di spionaggio, e di altri contrabbandati come tali sulla scia del successo di James Bond, non ha avuto la stessa attenzione di analisi storica e critica di altri generi, come gli Spaghetti western. Ed è per questo che il lavoro di Giusti è apprezzabile come opera prima di riferimento.
Giusti privilegia i titoli di produzione italiana, facendo qualche eccezione per Agente Lemmy Caution: Operazione Alphaville e Modesty Blaise, e accenna solo ad alcuni film contrabbandati come spionistici. Non ho trovato però traccia di un “pacco” clamoroso, che nel 1965 mi fece arrabbiare e non poco. Siccome anch’io come Marco Giusti non mi perdevo un film di questo genere, mi fiondai come un fulmine al cinema Augustus, per la prima di Operazione Love con Sean Connery, il più noioso polpettone sentimentale di tutti i tempi. Nulla aveva a che vedere con Bond e con l’azione in generale. In realtà si trattava di Another Place, Another Time, una produzione inglese che affiancava al giovane Connery una sempre provocante Lana Turner, già distribuito sette anni prima nelle sale italiane con il titolo Estasi d’amore.

Manifesto di Averardo Ciriello per Agente Lemmy Caution: Operazione Alphaville


Ho trovato invece recensito Uccidete Agente Segreto 777-Stop con Ken Clark nel ruolo dell’agente Francis Coplan. Sul volume di Giusti di questo film non vi è immagine. Allora ve ne propongo una davvero particolare. È il bozzetto in bianco e nero destinato alla stampa quotidiana disegnato in stile… Magnus!!! Sempre con tratto fumettistico è il bozzetto di Operazione Love. Da notare che Connery non era il protagonista del film, ma il successo conseguito come James Bond gli diede tutti i privilegi da primo attore.

Bozzetto per Uccidete Agente Segreto 777-Stop


Bozzetto per Operazione Love


Ma, il mistero? Il mistero è sul numero 8 di Dany Coler. E, mi stupisco di voi, che non me lo abbiate fatto notare. Infatti, venerdì scorso ho messo in rete le pagine 88 e 89 del n. 8. E nessuno si è accorto che la prima è stata pubblicata fedelmente… rovesciata. Io, all’epoca, l’ho letta usando uno specchio. Per voi, lettori distratti, la pubblichiamo dopo 46 anni nel suo giusto verso. E il mistero ve lo chiarisco subito. In parte, dando la parola ad Angelo Todaro.
“La qualità di stampa dei fumetti di Pace non era buona perché il caro editore, per risparmiare i costi di pellicolazione, ci faceva disegnare su carta traslucida (quella dei geometri, per intenderci) per cui le lastre venivano incise per trasparenza. Ovviamente, però, i segni più sottili del disegno sparivano nella stampa tipografica e restava così un tratto più grossolano. Anzi, ci sforzavamo, io e gli altri disegnatori, di fare il tratto più scuro possibile, ripassando anche più volte l’inchiostro, ma non sempre ci si riusciva, ovviamente. Un altro disperato per questa faccenda era Franco Verola, che disegnava Demoniak. La qualità delle stampe dei miei disegni è migliorata soltanto in seguito, per esempio con Alika, ma ancor più quando ho cominciato a disegnare per i Fratelli Spada (Mandrake, L’Uomo Mascherato, Rip Kirby) perché per loro potevo disegnare su carta bianca.”

Non è che, facendo le pellicole, il problema di una pagina capovolta si potesse evitare. Anzi, il rischio sarebbe stato uguale. Ma se, per abitudine, si risparmiava su costi e tempi di produzione, non so proprio immaginare con quanta attenzione fossero guardate le cianografiche di stampa. Ammesso che venissero fatte e portate in redazione per il dovuto controllo. E quindi il rischio di sbagliare era dietro l’angolo, anzi, nel nostro caso a pagina 88 del n. 8 di Dany Coler.

Dany Coler n. 8, pp 88-89

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14 Commenti a “GRAZIE, GIANNI, GRAZIE… Appendice di Dentro al Mistero”

  • francyduck:

    Non c’entra niente con questo argomento, ma vedere quel disegno pubblicitario in stile FINTO-MAGNUS mi ha fatto pensare ai tanti apocrifi creati dalla pubblicità… per esempio da anni mi chiedo chi sia stato il disegnatore della tavola pubblicitaria di TEX che ho pubblicato qui:

    http://img52.imageshack.us/i/texpubblicit1.jpg/

    Da piccolo ero convinto che fosse un puro Galep, mi ci è voluto qualche anno di età in più per derubricarlo ad anonimo imitatore… o sbaglio?

    • Gianni Bono:

      L’immagine è troppo piccola per darti una risposta. Non me la puoi mandare più grande? Così vediamo (meglio) se riusciamo a dare un nome al disegnatore.
      Gianni

  • Francyduck,

    il disegnatore di quella pagina o è Corteggi o Raffaele Cormio, allora di stanza entrambi alla Bonelli.

    • Gianni Bono:

      E’ probabile. Non appena vedrò l’immagine più grande potrò rispondere.
      Gianni

    • francyduck:

      Con il mio scanner-giocattolo e con il sito IMAGESHACK purtroppo non sono riuscito ad ottenere una immagine migliore. Se vuoi, facciamo come nel mesozoico e ti mando un pacchetto postale con il TOPOLINO originale che conteneva la pagina pubblicitaria. Oppure provo a fare una scansione ingrandita e te la mando come allegato ad una mail privata.

    • Gianni Bono:

      No. Non è necessario. Basta che mi indichi il numero (o i numeri) di Topolino e li recuperiamo dal nostro archivio. Dimmi anche quelli cui fai riferimento nel precedente commento.

      Gianni

    • francyduck:

      Grazie Annunziato, sei certamente più esperto di me ed è probabile che tu abbia ragione. Però mi sembra che la tua ipotesi nasca non tanto da una attribuzione stilistica, ma dal presupposto che la tavola sia stata prodotta in casa Bonelli.
      Io però non sono del tutto sicuro di questo. In un’altra pagina pubblicitaria, sempre per le armi giocattolo MOLGORA, dello stesso periodo (vedi qui sotto:
      http://img806.imageshack.us/i/elcastigador.jpg/

      un autore che quasi certamente è lo stesso, disegna un personaggio (EL CASTIGADOR); salvo che sia un “minore” del fumetto western all’italiana a me ignoto, lo credo creato ad hoc per questa pubblicità. Quindi pernso che forse sia stato lo studio pubblicitario (che non è indicato) a produrre queste tavole.
      C’è stato anche un altro caso dello stesso periodo, quello della pubblicità per i pupazzi snonabili BARAVELLI. Lì, nelle tavole, apparivano personaggi di “scuderie” diverse, (supereroi della DC, Tex della Bonelli, e qualcun altro che non ricordo), insieme a tale AMICO JACKSON (che invece era, credo, un personaggio creato ad hoc per la linea di pupazzi) e la mano che disegnava era verosimilmente la stessa.
      Avverto che sono un funzionario statale, tutto quello che so sul fumetto lo so per hobby e posso sbagliare clamorosamente…

    • Gianni Bono:

      Credo che tu abbia ragione. Quando vedo l’immagine saprò essere più preciso.
      Gianni

    • paolo:

      Raffaele Cormio e’ lo stesso che sul Giornalino nel 76-77 illustrava la rubrica di lettere “I vostri perche'”?

    • Gianni Bono:

      Si proprio lui. Ma, sempre per Il Giornalino, anche di Mascheruomo (1970/71). Raffaele era una persona umile, sensilibile e molto disponibile. L’ho incontrato la prima volta, virtualmente, nell’estate del 1964, acquistando il secondo (per me il primo) numero di Kriminal. Lì si firmava Ralph Hunter. Ci siamo poi conosciuti pochi anni dopo e siamo diventati grandi amici. E’ voluto andare via da questa vita troppo presto.
      Gianni

  • francyduck:

    Grazie Gianni.
    I numeri del TOPOLINO mondadoriano da cui ho tratto le tavole citate sono i seguenti:
    PUBBLICITA’ MOLGORA:
    El Castigador: 913, pag. 115;
    Tex: 930, pag. 118;
    PUBBLICITA’ BARAVELLI:
    Amico Jackson, con Superman, Batman, Robin: 968, IV di copertina;
    Amico Jackson, con Tex: 1008, IV di copertina.
    Non ho una collezione completa, quindi è probabile che le stesse tavole siano anche su altri numeri, così come è possibile vi siano altre tavole simili che non conosco e non possiedo.

    • Gianni Bono:

      Ho controllato i due numeri di Topolino. La pubblicità è in III e non in IV di copertina. Il disegnatore non è un professionista del fumetto. Escludo nel modo più totale che il disegno possa essere attribuito a Cormio o Corteggi. L’inchiostrazione è incerta, opera di un dilettante che, copiando soprattutto Virgilio Muzzi, ha realizzato quel vignettone composito con Tex e l’improbabile Amico Jackson. La pagina pubblicitaria è realizzata dallo Studio Cespe & Co.
      Gianni

    • francyduck:

      Faccio un commento conclusivo, scusandomi se la tiro in lungo con questa storia.
      Mentre l’uso di Tex nella pubblicità del fucile MOLGORA sembra solo quello di un “testimonial” di lusso, la Baravelli dovette avere contatti più stretti con la Bonelli (o come si chiamava allora), visto che produceva anche i pupazzi con le sembianze dei 4 pard, e li pubblicizzava insieme a quello dell’Amico Jackson (che era invece un prodotto straniero, ACTION JACKSON nella versione americana, “parente povero” del Big Jim della Mattel). Mi chiedo come mai la Bonelli non abbia preteso, visto che ci metteva i suoi personaggi, un disegno pubblicitario “interno” o comunque più rispettoso dello stile originale. C’è da presumere che la pubblicità colpisse i ragazzi italiani più per le (già note) immagini di Tex, Carson, Kit e Tiger, che per quello dell’ “improbabile Amico Jackson”.
      Sull’uso dei personaggi a fumetti italiani in pubblicità, forse si potrebbe fare qualche ricerca…

    • Gianni Bono:

      Si. è un argomento affascinante l’uso dei personaggi a fumetti in campi diversi e per differenti utilizzi commerciali. Vedremo…Gianni

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