SPIDERMAN IL MUSICAL, UN INIZIO DIFFICILE

Se il giorno precedente al debutto, avvenuto con dodici mesi di ritardo, la stampa di tutto il mondo osannava l’investimento miliardario per il musical Spider-Man: Turn Off the Dark di Julie Taymor e Glen Berger, il giorno successivo la stessa stampa non poteva far altro che riportare l’estremo imbarazzo dei produttori per la catastrofica prima mondiale.
Ai sessantacinque milioni di dollari di budget – il più costoso nella storia di Broadway – facevano da contraltare i sei minuti in cui il protagonista Reeve Carney – un attore semisconosciuto nel ruolo di Peter Parker/Spiderman – era rimasto appeso a tre metri da terra senza che nessuno potesse far nulla per tirarlo giù, sotto lo sguardo attonito di Jennifer Damiano, che dava il volto a Mary Jane Watson.

Locandina del musical Spider-Man: Turn Off the Dark, 2010


Sono passati oltre trent’anni dal primo film di Spiderman diretto da E.W. Swackhamer (1977), dove il “nostro” sembrava usasse i filtri del caffè per arrampicarsi sui muri, e dobbiamo dire che gli effetti speciali hanno fatto passi da giganti, offrendo trasposizioni spettacolari degli eroi di Stan Lee sul grande schermo. Ma ogni tanto il pericolo è dietro l’angolo.
Certo, i supereroi oggi sono tonici e la pancetta di George Reeves, primo Superman dello schermo, e quella di Adam West, Batman onomatopeico degli anni Sessanta, sono solo un ricordo che fa sorridere. Ma non credo che nella platea di Broadway non sia scoppiata l’ilarità la mattina del 30 novembre scorso.

The Edge e Spider-Man, 2010


Dopo vari rinvii, l’ultimo di due settimane, che ha polverizzato circa quattro milioni di dollari, ha definitivamente convinto i produttori a mandare in scena lo spettacolo – che si avvale della colonna sonora scritta e interpretata dagli U2 – a tutti i costi.
Ma lo show è partito subito con il piede sbagliato: il primo atto è cominciato con oltre venti minuti di ritardo, perché ben millenovecento spettatori dovevano prendere posto. La maggior parte delle scene aeree senza cavi di sostegno si è svolta con successo, lasciando il pubblico a bocca aperta: un notevole passo avanti rispetto alle prove dello scorso autunno in cui due attori si erano feriti. Ma proprio nella quarta scena in volo, in cui Spiderman sarebbe dovuto atterrare sul palco con in braccio Mary Jane Watson, il meccanismo si è inceppato e l’eroe è rimasto sospeso in aria. Lo show è stato interrotto per ben cinque volte e il secondo atto sonoramente fischiato dagli spettatori. Unico soddisfatto tra i presenti, il piccolo Jack Soldano, un bambino di sei anni che, strabuzzando gli occhi, ha detto di non aver mai visto prima un uomo volare… per davvero.

Isabel Keating è Zia May, 2010


E vorrei condividere la positività di Jack, perché il nostro “arrampicamuri” non merita tanta stampa negativa. Non fosse altro perché è ancora uno dei pochi personaggi multigenerazionali. E in questo millennio, in cui non si trasmette nulla o quasi del passato, un eroe amato ormai da diverse generazioni va proprio rispettato.

È per questo motivo che, nel 2004, quando ho dato vita al Museo del Fumetto di Lucca, ho voluto che fosse lui – o meglio, una statua che lo effigia –, all’ingresso, a dare il benvenuto ai visitatori, ricordandomi che, al contrario di mia figlia Micol, cresciuta a pane e manga, purtroppo gli altri miei due figli di fumetti ne hanno letti ben pochi, ma l’Uomo Ragno, loro compagno di giochi e di avventure, l’hanno proprio tanto amato. Da Fabrizio, che non si è mai perso una puntata di Supergulp! I Fumetti in Tivù e che andava fiero del suo costume carnevalesco da “arrampicamuri”, a Matteo, cresciuto con i film diretti da Sam Raimi e interpretati da Tobey Maguire, che ha ripercorso, passo dopo passo, le stesse esperienze di suo fratello.

Fabrizio “Spider-Man” Bono, 1980


1978 – La Ceiad Columbia distribuisce sul mercato italiano il primo film con protagonista Spiderman, e nell’aprile l’editoriale Corno inserisce una storia composta da comic strips, disegnate da John Romita su testi di Stan Lee, sul n. 9 della collana Superfumetti in Film. In apertura, un servizio riccamente illustrato sul personaggio, il film e il suo successo.

Superfumetti in Film (in copertina, locandina del film) n. 9, Aprile 1978


Superfumetti in Film (in retrocopertina, Nicholas Hammond) n. 9, Aprile 1978

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3 Commenti a “SPIDERMAN IL MUSICAL, UN INIZIO DIFFICILE”

  • Niccolò Barsotti:

    ciao Gianni mi ci porti a vederlo?

  • Ricordo perfettamente l’Uomo Ragno (e non lo Spiderman con Nichoals Hammond, che era una copia sputata del Peter Parker di John Romita Senior.
    Anche se ero piccolo, mi sembrò da subito un prodotto imbarazzante, eppure oggi lo rivedo con nostalgia… e più simpatia dell’inutile reboot all’orizzonte.

    Ciao e complimenti per il blog. 😉

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