IL MISTERIOSO DISEGNATORE DI VENUS

Una volta non c’era Internet. Una volta non c’era neppure il computer. Una volta c’era la storia della nostra editoria, di cui ben pochi si sono curati di tenere conto.
Chi l’ha fatto per passione, ha scritto fiumi di parole su Dick Fulmine, ma non si è mai interessato, per esempio, dei suoi editori, né si è mai posto il problema di ricostruirne la storia editoriale. Sì, in parte lo abbiamo fatto nel 1996 Leonardo Gori e io con il saggio Dick Fulmine, l’avventura e le avventure di un eroe italiano, per festeggiare i sessant’anni di Federico Motta Editore. Ma troppo tardi. I protagonisti erano già tutti morti e non si poteva né intervistarli né chiedere conferma di quanto da noi scritto.

Eppure qualcuno, prima di noi, aveva già dato il buon esempio. Mi riferisco a ricercatori come Ezio Ferraro o Gianmario Traverso, che erano andati a scovare di persona gli editori dei loro personaggi preferiti. È grazie a loro se oggi abbiamo notizie documentate di Lotario Vecchi e di Marino Tomasina. Ma di tanti altri editori si conosce poco o nulla. Come di Mario Conte, di Umberto Pagani, di C. (neanche sappiamo qual è il suo nome) Turel, di Agostino Della Casa…

Non so quante volte mi sono pentito di non aver saputo cogliere per tempo dati e informazioni da due attori importanti del fumetto italiano del primo dopoguerra come Ugo Dal Buono e Amilcare Medici, con i quali ho lavorato per anni. Ma, purtroppo, non l’ho fatto. Come ho desistito, dopo sfiancanti tentativi, dall’incontrare Gianfranco Marcucci e la moglie Carla Castelli. Ma altri li ho conosciuti e ve ne parlerò nei prossimi post.

Alle volte ho cercato di darmi una giustificazione, o ho deciso di lasciar perdere le ricerche che stavo conducendo. È accaduto per esempio dopo una lunga discussione con Sergio Bonelli, a proposito di chi aveva parlato dell’esistenza di un possibile aiutante di Aurelio Galleppini. E Sergio diceva che non era giusto fare quelle affermazioni, perché il povero Galep era morto e non poteva difendersi. È vero. Ma io non mi sono mai accontentato di una sola fonte, né di dare informazioni di parte. Ho sempre verificato prima di scrivere un dato. Solo che, per pigrizia e per la solita abitudine al rimando, talvolta ho perso il treno della storia. O almeno di tante storie che hanno animato il nostro mondo editoriale. Ma, per fortuna, non di tutte.

E i disegnatori? Be’, li abbiamo individuati quasi tutti. Con un po’ di buon senso e di attenta ricerca forse non era poi così difficile trovare le tracce del misterioso Devi, ovvero Antonio De Vita. Oppure, guardando con attenzione le tavole francesi di Ombrax, alias Alan Mistero, scoprire che l’enigmatico Gian che siglava le tavole di Sadik altri non era che Giancarlo Agnello. O individuare la mano ormai stanca di Bernard Charlas in alcuni mediocri episodi di Capitan Miki, pubblicati dalla Dardo nella seconda metà degli anni Sessanta.

Uno dei misteri ancora da risolvere riguarda Venus, il suo editore, Vittorio Schiavi, e chi ha creato graficamente la serie: un disegnatore bravissimo ma sconosciuto. Ancor più di Zarcone, al quale, almeno, siamo riusciti a dare un nome e un volto, seppure ricostruito a memoria da Brenno Fiumali, che ebbe modo di incontrarlo. Ma del disegnatore di Venus nulla è dato di sapere. Sotto tortura potrei dire che è straniero o che ha soggiornato parecchio in Inghilterra. Che potrebbe essere un Carcupino in vena di stranezze. O un pubblicitario con la passione (o l’esigenza) di fare fumetti. Ma chi era costui? Io non lo so. Attendo indizi e suggerimenti.

1966 – VENUS, LA CRONOLOGIA
Eccoli finalmente tutti in fila tutti i 12 numeri di Venus. Undici pubblicati e il dodicesimo solo annunciato. È questo tipo di completezza di immagini che dovrebbe fornire la nuova Guida al Fumetto Italiano. Almeno tutte le copertine. Perché in molti casi di un numero esistono pochissime copie, per non dire “una”, e se quell’unico esemplare finisce nella collezione di qualcuno che se lo vuole tenere tutto per sé (perché è geloso o perché l’ha pagato un botto), non lo vedremo mai più.
Io, alcune cose – come alcuni numeri di Venus, che avevo perso all’epoca – le ho pagate più di un botto, ma per fortuna vostra non sono geloso delle mie raccolte. Ho inserito in questa gallery anche la cover in bianco e nero del n. 12, annunciato in terza di copertina del n. 11. Potrebbe essere stata stampata all’epoca, perché le copertine, a differenza degli interni, si stampavano su foglio da macchina piana due o quattro alla volta. Quindi potrebbe esistere questa copia, dove si annuncia anche il n. 13. Un altro mistero, che si aggiunge a quello del disegnatore.

Che non è Vittorio Schiavi, come riportato erroneamente a pagina 2042 della mia Guida. Si tratta di un errore di superficialità. Un mio redattore, consultando velocemente l’ottimo lavoro di Michele Arcieri e Modestino De Vito, I Gialli a Fumetti (Avellino, 1990), ha preso fischi per fiaschi… e altri sedicenti storici del fumetto – visto che è più facile copiare che andare a controllare – hanno continuato a diffondere la notizia sbagliata. Spero con questo blog di poter mettere un po’ d’ordine… perché mi sento responsabile ogni volta che mi scappa un refuso. Sulla carta ormai il danno è fatto, almeno fino alla prossima ristampa. Sulla rete si può correggere in tempo reale. Anche questa è una conquista. Comunque di nomi sui numeri di Venus non ce ne sono. A parte sul n. 9, “Carne inquieta”, dove è indicato come autore dei testi e della sceneggiatura un certo Vitali.

Le dodici copertine di Venus


Alcune tavole di Venus.

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16 Commenti a “IL MISTERIOSO DISEGNATORE DI VENUS”

  • Paolo:

    Tutte le copertine di Venus!
    Che meraviglia: alcune non le avevo mai viste davvero *__*

    Splendido questo post: altri 1000 così, Gianni! ^__^

    • Editore:

      Mi sto organizzando per gli altri 999… Sì. alcuni numeri di Venus sono davvero introvabili. E poi… a che prezzi. Con la terza edizione della Guida vorremmo dare una completezza simile. O almeno ci proviamo…
      Gianni

    • Paolo:

      Ottimo!
      Comunque spero in frequenti post “dedicati-a-una-serie” e della serie in questione riportate tutte le copertine come fatto in questo caso.
      Magari (e vado a gusto personale)….. dei Neri minori degli anni 60 😉

    • Gianni Bono:

      Continueremo su questa linea. Per i neri i prossimi saranno Gordon Schott e Alika. Ma ci saranno anche alcune serie che non sono mai apparse sulla seconda edizione della Guida. Resta collegato.
      Gianni

  • Ciao Gianni.
    Non conoscevo la storia di Venus. Non posso però non apprezzare il grande talento del “disegnatore misterioso”. In lui sembra esserci un po’ di Peter O’Donnell e un po’ (naturalmente) di Magnus. “Occhioni” a parte, si intende.

    Bel post, comunque.

    • Editore:

      Bravo davvero. Vediamo se riusciamo a dargli un volto e un nome appena possibile.
      Gianni

  • E quindi, caro Bono, so che vi si prospetta una luuuuuunga vita, ma non pensi sia il caso di convincere Castelli – ora che siete ancora entrambi giovanotti – a mettere mano al già citato volume su Sansoni (e non solo), magari corredato con le tavole delle Memorie Fumettistiche di Nonno Alfredo pubblicate su Orient Express?…

    • Editore:

      Adesso gli telefono. Se mi risponde, perché è un po’ sordo, se mi riconosce perché e’ un po’…sì un po’ così, se ha voglia perché è un po’ pigro, se si da una mossa perché è un po’ stanco. Adesso gli telefono. Entrambi giovanotti? Adesso gli telefono. A chi?
      Gianni

  • Paolo Gallinari:

    Ciao, Gianni.
    Bello questi post su Venus, di cui avevo visto solo pochissime copertine. Che però sono certo Luciano Tamagnini avrà da qualche parte, anche se non sa dove…
    Che ne diresti di aggiungere anche il nostro sito web http://www.amicidelfumetto.it fra i tuoi link amici?
    A presto (ci vediamo a Bologna il 21?)

    • Gianni Bono:

      No. Luciano sa sempre “dove”. Il fatto è che poi non trova “dove” cerca…E’ un classico. Ne so qualcosa anch’io.
      Certamente, ok per il link. Ci si vede a Bologna così riprendiamo anche il discorso della Storia…
      Gianni

  • Luigi:

    Fantastico, non conoscevo questo fumetto, ma mi sono innamorato dei disegni.

    Grazie!!

    • Gianni Bono:

      Forse, prima o poi, sapremo anche chi li ha fatti…Uno così bravo non puo’ sparire nel nulla!
      Gianni

  • Mi attivo sin da subito nelle ricerche… Sono riuscito a ricostruire (parzialmente) il famoso “Staff Corno” degli anni settanta, vuoi che mi spaventi una “qualsiasi” Venus? Giammai!

    A presto,
    A.

  • GIANNI MILONE:

    DAI GIANNI, DOVREBBE ESSERE MARCO ROSTAGNO… CHE TRA L’ALTRO è AUTORE DI UN’ALTRA SEXY EROINA “TORINESE” DI CUI SONO SICURO, IL NOME AL MOMENTO MI SFUGGE…
    CIAO GIANNI (IO)

    • Gianni Bono:

      Purtroppo no. Non è Marco Rostagno, anche se qualcuno l’ha scritto in passato. Il personaggio torinese che non ricordi è Selene, creata da Corrado Farina e di cui Rostagno ha disegnato i primi cinque numeri, firmando Paul Savant.
      La caccia continua…
      Gianni

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