BUON COMPLEANNO, LEO

Domani, 14 gennaio, Leo Ortolani compie gli anni. Quarantaquattro per la precisione. Avendo inaugurato questa rubrica la scorsa settimana facendo gli auguri ad Angelo Stano in modo poco convenzionale, così mi piace continuare con gli altri miei amici. Quindi, non vi parlerò né di Leo, né di un nostro comune amico. Ma a Leo, e a voi, presenterò una persona che ha ricoperto a lungo un ruolo redazionale di cui si è ormai persa la memoria… come è avvenuto per il compositore o per il cromista.

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Leonardo Ortolani


Avarat, Panini 2010


Era un redattore-disegnatore tuttofare; una sorta di ragazzo di bottega che, cavandosela egregiamente con matite e colori, sopperiva a tutte quelle lavorazioni che potevano essere fatte in redazione senza doverle affidare a strutture esterne. È un omonimo di Leo, Ortolani pure lui. Ma Attilio, in arte Attor.
Ho conosciuto Attilio Ortolani nel 1967 – l’anno in cui nasceva Leo – nella redazione dell’Editoriale Alpe, al civico 4 di via Piolti de’ Bianchi a Milano. Me lo presentò Alfredo Castelli, che scriveva sceneggiature per la casa editrice della famiglia Caregaro. In quegli anni l’Alpe era una fucina di idee e di progetti, tutti coordinati da Leonello Martini.

Attilio Ortolani (il secondo da destra) che parla con Aldo Di Gennaro a una “pizzata” organizzata da Paolo Telloli (al centro). A sinistra, Sergio Tuis e Paolo Piffarerio.


Martini, coadiuvato dalle “conduttrici”, le sorelle Comelli, cercava di ringiovanire il parco autori – in modo da abbassare i compensi… – delle storiche testate Cucciolo e Tiramolla, al contempo ne progettava di nuove che, secondo tradizione, erano realizzate con materiale attinto a piene mani dallo smisurato archivio storico della casa editrice. Era proprio quel luogo arcano che a me interessava, ma metterci piede era assolutamente impossibile. Anzi, anche intorno alla sua ubicazione aleggiava una serie di leggende metropolitane.
Mi ricordo di un giorno che Attilio fece ritorno da questo fantomatico archivio in compagnia di Nando Calamari – pure lui ragazzo di bottega – con un pacco dono per me. All’interno c’era la raccolta completa di Gey Carioca di Paul Campani. Nel 1973 Ortolani avrebbe ridisegnato il personaggio per una nuova riproposta editoriale.

Gey Carioca n. 1, 1973 copertina di Attilio Ortolani


Attilio in redazione faceva un po’ di tutto: completava le tavole dopo che erano state fumettate, disegnava i titoli delle storie e le vignette per le rubriche, ogni tanto realizzava anche qualche storia nuova – come per Pugacioff –, ma soprattutto disegnava tutte le copertine di Cucciolo, di Tiramolla e delle raccolte. Nando Calamari si occupava di colorarle. Attilio era molto cordiale, in una redazione un po’ oppressa dalla coordinatrice – o dittatrice, non ricordo bene… – Teresa Comelli e dalla presenza imponente del direttore Martini.
Martini era un genio. Coinvolgeva tutti con il suo carisma e con il suo vissuto, che amava raccontarci all’infinito. Lo ascoltavamo. Io e Alfredo sia per continuare a lavorare, sia perché ci interessava la storia del fumetto. Gomboli, Bonvi e Silver soprattutto per veder pubblicati i propri giochi o le proprie storie… Gli stipendi – e i compensi ai collaboratori – non erano stratosferici, quindi anche Attilio arrotondava con collaborazioni esterne. Per esempio, dal 1968 al 1971 aveva realizzato la serie Miniringo per il Monello.

Cucciolo n. 2, 1973 copertina di Attilio Ortolani


Nel 1972 l’Alpe partecipò alla seconda edizione de Le 3 Giornate del Fumetto con una presenza corposa. Diverso ma simile è il ricordo di quell’edizione per le responsabili della casa editrice e per me: le sorelle Comelli furono felicissime perché “bruciarono” in tre giorni due tir di copie arretrate; io lo ero ancor di più perché, grazie ad Attilio, riuscii a far uscire centinaia di tavole originali dalla cantina/archivio di via Piolti de’ Bianchi. Sì, alla fine, con il giusto aiuto, quel posto non era poi così difficile da trovare…
Per la prima volta tante tavole erano esposte insieme, occupando un perimetro di oltre duecentocinquanta metri. Da Guinness. Ci vollero ore e ore per montarle sui pannelli. Verso le due di notte, Walter Tomaselli guardò il lavoro fatto con soddisfazione, poi si rivolse a me e a Franco Fossati e chiese: “Ma saranno sicure?”
Con la forza della disperazione e l’incoscienza di chi sa osare, salimmo sulla mia 500 e, raggiunta la meta, convincemmo un noto grossista a fornirci nottetempo i fogli trasparenti necessari per la copertura. Armati di pinzatrici riuscimmo a proteggere quel tesoro prima che ventimila entusiasti visitatori varcassero le porte della Fiera Internazionale del Mare, dove aveva luogo l’evento.
Sono passati quarant’anni da allora. Con Attilio ci siamo persi di vista. Forse ci siamo telefonati un paio di volte, dandoci appuntamento. Ma l’abbiamo sempre mancato. Oggi Attilio Ortolani lavora al Corriere Salute, e si alterna con Silver per la striscia settimanale “Ridiamoci su”.
Mi piacerebbe rivederlo. Magari insieme a Leo che, come mi confessò un giorno, di Attor non aveva mai sentito parlare… Chissà che non ne esca fuori qualcosa, magari un altro libro, come quello curato da Davide Barzi per la nostra collana “Quaderni d’autori”.
Che si fa? Organizzo io l’incontro? Fatemi sapere. Nel frattempo… Tanti auguri, Leo

Leo Cimpellin/Leo Ortolani, Edizioni If 2002

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8 Commenti a “BUON COMPLEANNO, LEO”

  • Paolo:

    Nella foto di Attilio Ortolani c’è anche, come dicevi tu, il grande Paolo Telloli che sta riportando in edicola la tradizione del Fumetto Nero italiano con “Il Morto”: bel progetto (che seguo e colleziono) 😉

    • Editore:

      Certo. Come potrei dimenticarmi di Paolo? Sia per il suo pregevole lavoro di scouting, sia per aver avuto il coraggio di andare in edicola con il Morto. A proposito, in questi giorni è uscito il n. 3 che ho comprato ieri.
      Gianni

    • Paolo:

      Si, il n. 3 è uscito in Lombardia mentre nelle altre regioni del Nord (io sono Toscano) stiamo aspettando il n. 2 (io comunque sono in pari con la lettura perchè ordino gli albi per corrispondenza): che dire, un progetto interessante e ambizioso!

      Speriamo si risolvano, inoltre, le fastidiose e penalizzanti pecche distributive: è un peccato registrare che in alcune zone l’albo non è mai arrivato o, addirittura, non è stato esposto dall’edicolante….

      Onore al grande Paolo dunque (e che ringrazio: sul numero di Gennaio di Ink dovrebbe anche esserci un mio pezzo sui fumetti Neri…..)

    • Gianni Bono:

      La cattiva distribuzione, purtroppo, è la casa di molti “naufragi” editoriali. Ne parliamo da anni, ma purtroppo nessuna sembra volersene occupare davvero. Chissà che nel 2011 qualcosa si muova…Teniamoci in contatto!
      Gianni

    • Paolo:

      Volentieri 😉
      (approposito di contatto, dovresti avere una mia mail in cui, ancora una volta, esprimo il mio principale desiderio su una prossima Riedizione IF ^___^)

  • … non sapevo che il papà di Leo avesse già bazzicato (e con quali risultati!) l’ambiente delle nuvolette… grazie per questa ricostruzione, Gianni!

  • Oddio, leggendo in fretta l’inizio del pezzo, avevo collegato mentalmente (e a livello di parentela) i due Ortolani… chiedo venia!

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